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ALLUN

"Et Sise"
(2000 Bar La Muerte / Snowdonia)
       
 
 

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Impatto Sonoro
La copertina parla chiaro, quattro bambine mascherate giocano nei pressi del mare, nonostante una fabbrica minacciosa sia alle loro spalle. Attente piccole Allun la fabbrica si sta avvicinando, attente non avvicinatevi ... Troppo tardi, queste 15tracce sono ormai nel mio stereo, i rumori industriali si accostano a quelli dei giochi, e i giochi si accostano agli strumenti tipici del rock ormai imposti su larga scala mondiale, ma le piccole Allun sono delle bambine in festa ed e' chiaro che questo costituisce sia il punto di forza del disco che il suo punto debole. Quattro ragazze entrano in studio e registrano senza aver mai provato, SENZA (ovviamente) saper suonare. Il disco in questione rappresenta il massimo della presa per il culo, per una cerchia di persone, mentre per altre rappresenta pura avanguardia (eh addirittura!) "Et sise" e' semplicemente un album dei nostri tempi, l'unica vera pecca arriva dalla traccia numero 8 dove il quartetto sembra gia essersi esaurito in idee, ma che invece si riprende sul finale (fantastica la traccia numero 15 nemmeno menzionata sul retro del disco). Non saper suonare e per giunta improvvisare costituisce un grande limite nel rapprestare delle idee, che per forza di cose dopo un po saranno pressocche' uguali ma e' un gran punto di forza che porta la musica ad un livello zero, ad un livello primordiale...è rumore che vuole essere musica, e' musica che vuole essere spettacolo, e' niente che vuole essere niente. "nullA esis Te" (se rovesciate il titolo).



Rumore
Vittore Baroni
Coprodotto dalla label di Bruno Dorella (già nei Wolfango), il disco delle Allun rappresenta, in antitesi allo spesso rock orchestralc dei Faccions, il volto più casalingo e naif della "Snowdonia wave", come suggerisce la grafica in stile Jad Fair: una girl band impegnata in sbìlenche e dissonanti canzoncine free-form, gridate a pieni polmoni e suonate su strumenti maltrattati come giocattoli (oltre che su veri strumenti giocattolo), ma anche con brani (La creazione) dove la verve improvvisativa si sposa ad un grintoso senso della composizione.
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Blow Up
Francesco Vignotto
Perse nell'arte come i Pere Ubu di The Art Of Walking, sciamannate come potrebbe solo Zeek Sheck o Miss Pussycat con quel crudele senso di tragedia (o giustizia) da pupazzi massacrati. E imbarazzante ingenuità come lo era (è) quella di Yoko Ono - ed eccola che sbuca quasi in carne ed ossa in Erapocs nella voce di Stefania. Sì, può essere che nulla esiste, e allora è giusto ridere quando La creazione ti risucchia blaterando sintetica con tutte le sue storture di minipimer e dita da macchina da scrivere. Non importa che questo sia l'inizio veramente, forse le Allun si saranno già sciolte quando apparirà questa recensione. Allora speriamo che si moltiplichino come le Spice. (7/8)
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Drive
Lino Terlati

Ecco finalmente l'esordio delle Allun, quattro ragazze italiane di cui avevo sentito parlare. In qualche modo le ragazze ricordano due bands mitiche del passato, le Raincoats e le Slits, soprattutto le prime, le seconde erano molto più musicali ed infarcite di reggae e dub. Avrete già capito che si tratta di musica eseguita da non musiciste. Sono presenti, infatt,i oltre a strumenti tradizionali anche giocattoli e macchine da scrivere. Le Allun si confermano come delle giovani promesse del rock underground d'avanguardia italiano, ben allineate nell'etichetta Snowdonia che propone ogni volta progetti curiosi al limite della musicalità. Le canzoni (ma é giusto definire canzoni questi mosaici di vagiti, lamenti, rumori su cui gli strumenti a volte hanno una parte marginale?) sono quattordici (anche se poi nel cd c'é la solita traccia fantasma) e molto interessante é Giardini del nulla. Anche se non tutto é chiaro e assimilabile, Et Sise contiene 39 minuti di musica burn-out, e se ne esci saldo e sorridente vuol dire che puoi ascoltare tutto. Se invece dopo il primo pezzo chiudi il lettore, vuol dire che le Allun non fanno per te e che sei debole. Molto belli i pezzi di tastiera che esegue Patrizia, arcani e moderni. Sarà interessante vedere un concerto delle Allun e la reazione del pubblico a questo linguaggio musicale dell'assurdo.
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Music Club
Luciano Massetti

Le Allun, il cui nome letto al contrario risulta Nulla, sono un gruppo tutto al femminile proveniente da Vigevano, e il loro discorso ha già fatto molto parlare: narrano infatti le cronache che i loro concerti siano vicini a certe formule del Teatro dell'Assurdo, con costumi e atteggiamenti sul palco sicuramente poco convenzionali. Altrettanto lo è la loro musica, come testimonia questo CD derivato della cooperazione tra due etichette coraggiosamente sperimentali quali Snowdonia e Bar La Muerte .“ Et Sise” vive di un sound spartano giocato totalmente sull'improvvisazione più radicale, che spazia da frammenti di post punk rumorista alla “no wave” di scuola anglosassone (This Heat). Oltre a chitarre e bassi strapazzati, tra gli strumenti sono presenti anche pezzi di batteria, violino, giocattoli vari, macchine per scrivere, frullatori, tutti utilizzati nella loro essenzialità. È pur vero che ascoltando il compact sorge il dubbio se le composizioni della band siano veramente tutte frutto dell'istinto del momento o abbiano comunque dietro un progetto ben più preciso; una domanda che però non necessita per forza di una risposta. L'idea è che l'album, seppur apprezzabile, sia limitativo per poter giudicare il quartetto, che lascia invece intuire il suo maggior potenziale dal vivo, sia come approccio sonoro che - definiamolo così - teatrale. “Et Sise” rimane dunque un disco interessante che non fa però gridare al miracolo, pur essendo un buon documento dell'attività di questa formazione atipica e di non facile ascolto.
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Rockit
Massimiliano Osini

Allun et sise, nulla esiste probabilmente dietro le quindici tracce squinternate che compongono l'album d'esordio di queste quattro fanciulle di Vigevano con la passione per i Residents e per gli anagrammi. Nulla esiste almeno a livello di significato, perché in quanto a estetica, creatività e pathos, ce n'è di che insegnare a tanti pretenziosi musicisti classici. No wave, certo, come altro si potrebbe non definire la musica di queste non musiciste? Esemplare in questo senso è la traccia d'apertura, "Manichini", nella quale i suoni più improbabili si sovrappongono apparentemente senza logica, mentre una voce psicotica e un organo fatuo creano un clima da thriller di notevole effetto.
I riferimenti e le soluzioni adottate durante lo svolgimento di tutto il disco sono alquanto varie e sfaccettate. Si va dai vocalizzi da soprano con contrappunto di frullatore in "Rennipinim", al flauto preso in prestito dai primi Royal Trux di "Nwolc", alla pura lezione residentsiana di "Eigub", alle rivisitazioni dei Mars in "Miele". Gli episodi maggiori sono "Erapocs" con chitarre giapponesi e un testo completamente letto al contrario che trasportano l'ascoltatore in una dimensione esotico-orientale e la ghost track finale, una infantile e stral(l)unata jam session dove si incontrano un organetto alla Quintron, uno xilofono (o quello che è), il solito flauto, vocalizzi da bambina ritardata, pezzi di batteria, fischietti e chitarre suonate nei registri più irritanti. Completano l'opera quattro frammenti minuscoli per lo più assordanti alla maniera del grindcore di cui non ci è dato sapere il nome visto che sul booklet, in corrispondenza del numero della traccia, ci sono dei disegnini stilizzati.
Bisognerebbe costringere tutti i patiti di fusion ad ascoltare questo disco per insegnar loro come si fa a creare emozioni in musica e stupire veramente l'ascoltatore.




Sodapop
Compagne di scuderia di Bugo sono le Allun, quattro ragazze che in Et Sise (leggendo a rovescio nome del gruppo e titolo si ottiene "nulla esiste"), suonano (!?) musiche imparentate con la no wave e l'improvvisazione: testi declamati anche loro a rovescio, filastrocche infantili, rumori secchi, suoni prodotti con giocattoli ed elettrodomestici; il risultato è un disco dall'ascolto veramente difficile, in confronto molti dischi più difficili sono maggiormente fruibili: in questo ambito ho l'impressione che a volte chi suona ha maggiori soddisfazioni rispetto a chi è passivo ascoltatore, forse la migliore fruizione si avrebbe usando questo disco come colonna sonora di un dibattito politico in televisione...
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Taladro
Allun es un cuarteto de chavas italianas que tocan instrumentos tales como guitarra, violin, bajo, bateria, maquina de escrbir, juguetes, etc. Su musica podria describirse como una especie de no-wav improvisado donde la voz de Stefania puede ir desde la narracion hasta los gritos o el jugueteo dependiendo del track... El diseno con dibujos infantiles en colores muy vivos se ve chistoso y hay 4 piezas representadas por caritas en vez de titulos, quizà retratando a las chicas o bien diferentes estados emocionales. De dificil digestiòn, advertidos.

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