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ALLUN

"Onitsed" 2005

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www.musicboom.it settembre 2005, rubrica "Dig It Yourself"
by Luca Confusione


(Bar La Muerte/Vida Loca/8mm/Galerie Pache/Burp 2005) Sforzo collettivo questo nuovo Allun. Oramai un duo, Stefania Pedretti e Natalia Saurin, si espandono oltrepassando vecchi e nuovi confini e dotandosi di nuovi sensi (vista soprattutto). Mai stato un gruppo prettamente musicale, quanto una performance in musica, le Allun, allegano più stimoli sensoriali del solito (rispetto ai precedenti appuntamenti su questo supporto): il videoclip Due bambine nel bosco opera di Cacchia+Grilli, il corposo volume fotografico che accompagna il cd (che è in un certo senso la summa dell‚immaginario visivo e della realtà che ha accompagnato negli ultimi anni le Allun nelle loro performance dal vivo). Veramente notevoli sforzi sono stati fatti per questa uscita e noi gliene rendiamo merito, a loro e a tutto il listone di personaggi coinvolti. Ma per quel che riguarda più direttamente la materia sonora? I suoni? I pezzi?(due punti interrogativi, uno per frase, come se non si trattasse della stessa roba)? Innanzitutto è necessario dire che come collaboratori esterni intervengono: Silvia Grosso (Larsen e Anatrofobia), A034 e Mae Starr (Rollerball). A034 è, fra le guest apparence, quello più disitinguibile, il tratto alieno in un paesaggio alieno (non so... come trovare una oldsmobile nuova nuova su.marte?), le altre collaborazioni si amalgamano invece in maniera più dolce, meno distintiva. Mi ci sono diversi ascolti ma alla fine ho capito in cosa si sono trasformate le Allun ora: folk post consumistico. Ballate che si tramandano dai tempi del boom e che adesso nell‚eterna recessione vengono cantate ad ogni angolo di strada, in ogni televisore e frigorfero, ovunque. Folk folk folk! Meno deflagrazioni giocattolose, ambienze e rigurgiti industrial, voci distinguibili (Stefania) e field recordings. Siamo di fronte forse al capitolo più intellegibile della trilogia Allun. Ovviamente questo significa che rispetto alla maggior parte dei gruppi italiani siamo ben al di sopra della media come cifra sonora. E‚ aumentata la narratività, la comunicativa, ma non è cambiata la sostanza. „Due bambine nel bosco‰ (il titolo del video) penso che sintetizzi alla perfezione lo spirito. Che sia il momento buono per arrivare ad un maggior numero di teste vuote? Io penso di si... e che sia il momento di riempirle con ŒOnitsed‚!

Articolo e intervista su Blow Up n.85 Giugno 2005 di Daniela Cascella

http://www.post-itrock.com [ intervista ]

A milano, da qualche parte, c'è un posto dove si beve, si parla di musica, si creano progetti, si ride e si sogna...benvenuti al " BAR LA MUERTE " dove questa volta ho incontrato Stefania a Natalia, in arte ALLUN , che hanno appena sfornato un cd, che è molto di più di un semplice cd, è una raccolta di foto, di immagini, di anni e situazioni...anche un oggetto per feticisti del disco, quali noi siamo...

4tracce, per un complessivo di poco più di mezz'ora di suoni, rumori e melodie nascoste e poi un video del primo brano, e per chiudere in bellezza, un book di foto sapientemente accostate e montate su carta patinata...ed ecco a voi "ONITSED": il nuovo lavoro delle ALLUN, che nasce da una coproduzione di più etichette, ma anche grazie alla collaborazione di realtà diverse. Si apre con una vecchia filastrocca..."ero in bottega, tic e tac, che lavoravo, tic e tac...", e poi prosegue, come alcuni sapranno, con la la polizia che arriva, come arriva inaspettata una valanga fatta di suoni scomposti e diordinati (ma con una sottile linea guida) che si infrange per far riemergere la filastrocca che chide il brano. La suite che segue, divisa in 10atti, è meno omogenea e caratterizzata da montaggi e incastri di suoni, campioni di rumori, oggetti, elettrodomestici, videogiochi e un pizzico di elettronica. "!otnemidart" è forse, a mio avviso la traccia più riuscita, dome compare una sorta di melodia eseguita da un piano, naturalmente sghemba e nascosta da rumori di vario tipo; si chiude, naturalmente con "enif al" che viene realizzata usando materiale ancora più concreto...e non dimenticate di guardarvi il video sul vostro computer! suoni quasi alieni, forse provenienti da un altro pianeta?, a volte difficili da decrifare e da interpretare, caratterizzati sempre da un'ottima qualità sonora, ma che forse sono ancora un po' troppo lontani per essere capiti qui sulla terra...a voi il giudizio e il gusto di vederle dal vivo; uno show, per le vostre orecchie e per i vostri occhi, spero persi tra queste pagine digitali...

Alias/Manifesto n. 348 aprile 2005
di Francesco Casuscelli

"un disco fuori dal tempo e da ogni canone commerciale, che guarda con interesse a Diamanda Galas, al minimalismo tedesco, al post rock e all'elettronica. Ecco, in sintesi, le linee guida del nuovo album targato Allun. Stefania Pedretti e Natalia Saurin- le titolari del progetto- questa volta hanno voluto fare le cose in grande: Onitsed, infatti, esce in confezione ultra deluxe, accompagnato da un libretto a colori di 36 pagine che riassume le recenti performance live del duo "rosa". Pura sperimentazione sonora; la tradizionale forma canzone lascia spazio a lunghe sinfonie rotte a tratti da voci, lamenti, rumori. In Onitsed non ci sono regole: l'istinto fa il despota".

Rumore n.160 maggio 2005
di Vittore Baroni

Nel nuovo album delle Allun ora ridotte a duo (vari ospiti contribuiscono però al cangiante tappeto free-noise), una filastrocca infantile fa da lirica cornice ad una serie di quadri improvvisativi caoticamente fantasiosi, che dal salotto di casa portano su imbarcazioni sciabordanti fin nel folto di foreste abitate da streghe e alieni. Musica folle, astratta e priva di regole, ma vibrante di passione e mistero.

Quella di Stefania Pedrettie Natalia Saurin è sempre più un'esperienza multisensoriale e bene ha fatto l'etichetta (in coproduzione con un ventaglio di differenti realtà) a dotare il cd di traccia video - la musiciste dietro maschere inquietanti rincorse da due bambine in un bosco alla Blair Witch Project - nonchè un voluminoso libretto fotografico, che documenta le bizzarre performance e i giocattolosi attrezzi di scena, i defilè e le depilazioni, i riti da teatro panico e la body art casereccia del dinamico duo.

Energia allo stato puro.

Losing Today n. 6, luglio 2005
di Marcello Berlich

Terzo disco per la creatura trasversale della polistrmentista Stefania Pedretti, affiancata (come nel precedente Onussen) da Natalia Saurin, addetta all'oggettistica (radio, elettrodomestici, giocattoli e quant'altro) e coadiuvata da Silvia Grosso (già bassista dei Larsen), Mae Starr (Rollerball, al piano) e il misterioso a034 all'elettronica. Sperimentazioni sonore, senza alcun riguardo per i "canoni" della musica comunemente intesa: un'esperienza alla quale ogni ascoltatore è veramente libero di dare il suo autonomo significato, in base alle sensazioni che l'ascolto suscita ed evoca.

Quattro tracce, dominate dalla lunga  Suite N°2 - Le Belle Addormentate , che nei 20 minuti di durata trascina l'uditorio attraverso una serie di scenari inquietanti, che vanno da un sciabordio amniotico alla battaglia da videogame. Sonorità minimali e sconquassi sonori, un "cantato" che a tratti ricorda certi vocalizzi à la Yoko Ono. Il resto va dall'apertura, in cui le Due Bambine nel Bosco del titolo cantano una filastrocca sullo sfondo di quella che ha tutta l'aria di essere una rivolta da manicomio, alla  Serenata n°3 - !otnemidart, dove un pianoforte suona la sua melodia su una base di armi giocattolo e alla chiusura disturbata della Sinfonia n°4- enif al , dove questi 4 passi nel delirio trovano la loro degna conclusione. Indubbiamente interessante, se si è disposti per un momento ad abbracciare mondi sonori diversi.

www.velvetgoldmine.iobloggo.com di luglio

Nuovo lavoro per le Allun, sempre su Bar la Muerte (con collaborazioni del calibro di Vida Loca , Post Romantic Empire , 8mm , Burp Publications ect ect) ed ancora una volta il titolo è invertito: Onitsed.

Bisogna invertire ogni interpretazione, bisogna pensare a situazioni paradossali dove non sono più i bambini a spaventarsi dello sconosciuto o degli alieni, ma il contrario. L'arte è il fulcro di tutto, viene vista come estrema interpretazione, libera da ogni freno e limitazioni; mettendo in discussione tutto, dai media, alla massa e dalla moda al marketing (grazie anche a "Fashion Allun"). Le Allun sono un duo oramai (Stefania Pedretti e Natalia Saurin) e in questa sinfonia free game aliena si avvalgono di collaborazioni del calibro di a034 (elettronica), Silvia Grosso ( ex-Larsen , Anatrofobia ) e Mae Starr dei Rollerball .

Se in " Sinfonia 1: Due bambine nel bosco " una cantilena infantile viene spezzata da un pathos energico e noise (misto elettronica, campanelli e bambini) per poi ricominciare e finire; la " Sinfonia 2: Le belle addormentate " risulta essere il piatto forte: suddivisa con tempi di riferimento, overtur e "allegri ma non troppo" vari (venti minuti in totale), è costituita dalle voci in continuo mutamento di Stefania (da un lamento e grida gracchianti e sgraziate, ad un canto sensuale) e da un elettronica pulsante ed oscura, a tratti allegra e decisa; innesti di televisione, telefonate al limite dell'assurdo e pistole laser che completano il tutto.

" Sinfonia 3: !otnemidart " è un allucinante ballata oscura, con il piano di Mae Starr e violini suonati da alieni impazziti che seguono le evoluzioni vocali; mentre un carrillon frullato ci porta verso la " Sinfonia 4: enif al ".

Gran bel noise free-game alieno giocattoloso, una Diamanda Galas appassionata di X-files e di Boredoms, !erirpocs aD

www.dnamusic.it - luglio 2005

Il terzo lavoro delle Allun , “Onitsed” (ovvero “destino” scritto al contrario, così come lo stesso nome della band “Nulla”), si presenta come un tentativo di conciliazione fra la musica e le altre forme d'arte. La confezione è infatti un vero è proprio libro fotografico di 20 pagine che raccoglie le immagini delle performance, dei concerti e dei deliri visivi della band. Presente anche una traccia multimediale, che include il videoclip del brano “Due bambine nel bosco” , realizzato in collaborazione con le registe Caccia+Grilli e montato da Cristian Dondi , autore di alcuni video di Bugo , nonché suo batterista. La musica delle Allun è un miscuglio di suoni e rumori più disparati, con un uso smodato ed abbastanza atipico di elettrodomestici, giocattoli, oggetti vari e sintetizzatori. Fulcro di questo cd è senza dubbio la seconda traccia, “Suite n. 2 Le belle Addormentate” , una vera suite di quasi 20 minuti, divisa in 10 movimenti e strutturata a mò di poema sinfonico con tanto di indicazioni operistiche e dei tempi, che sembra quasi una parodia della musica classica: non ci potrebbe essere infatti nulla di più lontano di questo brano dall'armonia e la simmetria della musica classica. Per poter meglio apprezzare il lavoro di Stefania Perdetti (voce, chitarra e violino) e Natalia Saurin (elettrodomestici, giocattoli, mangianastri e curatrice della parte grafica) vi consiglio di assistere ad un loro live-show, poiché senza un adeguato sopporto visivo la loro produzione, a mio parere, risulta abbastanza ostica a chi (come me lo ammetto…) è più avvezzo ad un approccio tradizionale della musica.

www.taxi-driver.it - luglio 2005 [Dale P.]

Le Allun (Stefania Pedretti e Natalia Saurin) arrivano finalmente al terzo disco. La splendida confezione ci fa intuire che la band approccia la forma musicale solo come una parte del proprio universo artistico. Quasi come una scusa. All'interno foto meravigliose in cui si mescolano pop-art, b-movie, sci-fi, danza, moda, in un approccio naif e dissacratore. In fondo al libro in questione si trova il CD, quasi un omaggio. Inserendo il CD nel lettore veniamo rapiti da una filastrocca demenziale. La stessa che accompagna il videoclip all'interno della traccia ROM. Poi rumori, deliri, silenzi, quasi a sottolineare che la musica per le Allun è solo un accompagnamento. Questo "Onitsed" è un opera artistica completa di cui è difficile giudicare solo il contesto musicale che, forse, è la cosa meno interessante o, più probabilmente, l'aspetto più ostico. Certo è che una versione DVD per capire meglio il mondo Allun l'avremmo gradita di più! Ma forse il bello delle Allun è il senso di mistero che trasmettono in ogni cosa che approcciano. Brave e uniche!!

www.kalporz.it di giugno 2005

Esiste una necessità ineludibile e innegabile per chiunque, in qualsiasi luogo geografico della terra e con qualsiasi modello di riferimento, decida di fare musica; lo spogliarsi dei propri pudori, delle proprie facciate di rispettabilità borghese (termine che ha oramai perduto la propria verità sociale per divenire semplice epiteto catalogante). Nulla che sia riconducibile a un significato prettamente osé, per carità, ma semplicemente l'espediente, il viatico, per la messa in mostra di sé al di là dei canali dell'ovvio.

Questa è solo una delle chiavi di lettura adeguate all'analisi della musica proposta dalle milanesi Allun. Che, se vogliamo considerare esclusivamente la loro line-up attuale (con Stefania Perdetti, già metà artistica degli Ovo e Natalia Saurin), propongono qui il loro secondo lavoro dopo “onussen”: nuovamente forte si fa dunque la sottile ricerca del palindromo e del rovescio, palesata nei titoli di album e canzoni (qui sono presenti “!otnemidart” e “enif al”) oltre che nella stessa scelta nominale della band.

Appare impossibile slegare l'essenza musicale delle Allun dal teatro vagamente artaudiano (con lo svilimento continuo ed estremo della forma normale , atto teso alla distruzione perpetua dell'argine del buon gusto e del buon senso, certo da non confondere con la facile ambiguità dell'arte atta a épater les bourgeois ) che queste due ragazze mettono regolarmente in scena ed è consigliato a tutti di andarsi a vedere un loro concerto prima di ascoltare “onitsed”: non perché ciò che è presente non sia valido in sé e per sé, ma piuttosto perché non risulta completo, pienamente risolto. Ad esempio il gioco surreale in cui si è condotti è riscontrabile fin dalla filastrocca infantile che apre “Due bambine nel bosco”, ma la sua decostruzione e la caduta verticale nell'abisso del rumore ne risultano almeno parzialmente inficiate senza il supporto visivo, perso fra surrealismo e dadaismo (e non a caso il duo presenta nel cd anche una traccia video).

“Le belle addormentate” è una suite/favola, e come ogni fiaba che si rispetti è perfettamente transgender, tra armoniche folk, veri e propri squarci orrorifici, ipotesi di zapping, suoni da videogames, elettronica e rumoristica. Insomma la definitiva deflagrazione dell'universo Allun; Stefania e Natalia procedono imperterrite nel loro percorso, lontane da mode e facili riferimenti (potrebbero essere la risposta italiana ai Caroliner Rainbow, a dirla tutta), su un tracciato che le trascina via dalla musica tout court. Teatro musicato o musica teatrale? Nessuno dei due, a dire il vero: fino ad arrivare al giorno in cui alle Allun non tornerà utile né l'uno né l'altro elemento. Cosa ci sarà allora? Forse tutto, o forse sarà necessario ripensare al palindromo. Come diceva Debord sull'ultima immagine di “In girum imus nocte et consumimur igni” per ricominciare dall'inizio .

Rockerilla n.297 maggio 2005
di Raffaele Zappalà

Intitolato al contrario come i precedenti (il primo "Et Sise" e il secondo "Onussen"), ma più distante di quelli da ogni forma di composizione tradizionalmente intesa, il terzo album delle Allun è un'opra ambiziona già a partire dalla confezione: un albo fotografico di 36 pagine, pieno di immagini a colori tratte da esibizioni live e dalla sfilata Fashion Allun, più un video ("Due Bambine nel Bosco") inserito in coda al cd. Proprio questo è il maggior punto di forza e insieme l'unico limite del disco: le Allun (Stefania Pedretti, cantante degli OvO e la fotografa/grafica Natalia Saurin) si sono spinte così oltre da disorientare chi dovesse cimentarsi nell'ascolto senza l'ausilio delle immagini. Fate uno sforzo di fantasia, allora, e provate ad immergervi in un universo surreale di fiabe e suoni altri , rumori, urla, elettrodomestici impazziti e tanti, tanti giocattoli. Il risultato merita comunque un applauso e, ciò che più conta, la vostra attenzione.

Kathodic - maggio 2005

Uno sforzo veramente collettivo questo nuovo Allun . Oramai un duo, Stefania Pedretti e Natalia Saurin, si espandono oltrepassando vecchi e nuovi confini e dotandosi di terminazioni sensoriali aggiuntive.. Mai stato un gruppo prettamente musicale, quanto una performance in musica, le Allun, allegano più stimoli sensoriali del solito (rispetto ai precedenti appuntamenti su questo supporto): il videoclip 'Due bambine nel bosco' opera di Cacchia+Grilli, il corposo volume fotografico che accompagna il cd (che è in un certo senso la summa dell'immaginario visivo e della realtà che ha accompagnato negli ultimi anni le Allun nelle loro performance dal vivo). Veramente notevoli sforzi sono stati fatti per questa uscita e noi gliene rendiamo merito, a loro e a tutto il listone di personaggi coinvolti. Ma per quel che riguarda più direttamente la materia sonora? I suoni? I pezzi? (due punti interrogativi, uno per frase, come se non si trattasse dela stessa roba)? Inanzitutto è necessario dire che come collaboratori esterni intervengono: Silvia Grosso ( Larsen e Anatrofobia ), A034 e Mae Starr ( Rollerball ). Diciamo che A034 è, fra le guest apparence, quello più disitinguibile, il tratto alieno in un paesaggio alieno (non so... come trovare una oldsmobile nuova nuova su Marte?). All'inizio ho un po' storto il naso a queste interferenze digitali e allo spasm d'n'b. Poi mi sono riconciliato con me stesso e con il cd... e il gruppo. Ho capito (o almeno lo credo) in cosa si sono trasformate le Allun ora, cosa stanno pensando o cosa stanno cercando di comunicare su ciò che pensano. Meno deflagrazioni giocattolose del solito, ambienze e rigurgiti industrial, voci distinguibili (Stefania) e field recordings. Siamo di fronte forse al capitolo più intelleggibile della trilogia Allun. Ovviamente questo significa che rispetto alla maggior parte dei gruppi italiani siamo a livelli molto alti di carattere e cifra sonora. Insomma è aumentata la narratività, la comunicativa ma non è cambiata la sostanza. “Due bambine nel bosco” (il titolo del video) penso che sintetizzi alla perfezione lo spirito. Che sia il momento buono per arrivare ad un maggior numero di teste vuote? Io penso di si... e che sia il momento di riempirle con 'Onitsed'!

Il Tirreno 24/4/05
Guido Soliotto

Ambizioso il nuovo lavoro delle Allun. “Onitsed” non è solo un disco: c'è una traccia video ed é corredato da un libretto di 36 pagine con foto tratte dal videoclip ed altre che testimoniano le performance del collettivo capitanato da Stefania Perdetti, qui in duo con Natalia Saurin. La band è ormai una realtà consolidata nel panorama internazionale non solo musicale, ma artistico tout-court, come dimostrato dalla cooperazione tra diverse entità per la produzione dell'album (etichette discografiche, case editrici e gallerie d'arte). Continua così un percorso del tutto fuori dagli schemi, con una proposta sonora davvero incatalogabile: musica evocativa, onirica e innocente, infantile eppure non rassicurante. L'uso di strumenti giocattolo e il disinteresse per la forma canzone testimoniano l'affannosa ricerca di una libertà assoluta in fase creativa, ma la qualità del risultato rassicura circa lo stato di salute e le indubbie qualità di una realtà ormai insostituibile del rock nostrano (www.allun.it).

Totalnoise.org aprile 2005

Le Allun sono rimaste in due e forse per questo in On.it.sed si respira un'aria leggermente modificata rispetto ai precedenti lavori. Innanzitutto il cd esce confezionato dentro a un libro, un catalogo grafico completo di immagini e di estetica performativa alluniana; in più, se lo inseriamo nel computer, possiamo vedere il video girato in atmosferico Super8 Due bambine nel bosco , prima traccia del cd e quasi manifesto del lavoro nel suo insieme, o meglio introduzione. Infatti l'essenza originaria infantile e misteriosa, sospesa, si unisce ad un'attitudine sinfonica deviata che testimonia un'intenzione forse più unitaria e vicina al concetto di "opera", appunto. Il rumorismo casuale e libero ottenuto con i mezzi conosciuti da sempre dalle Allun, voce/chitarra/violino/oggetti/giochi/campionamenti/, si involve, viene interiorizzato fino a raggiungere in certi momenti il quasi-silenzio, dove il respiro è quello dell'introspezione. Stefania Pedretti e Natalia Saurin si presentano come due esseri venuti da un altro mondo, un mondo speculare al nostro ma rovesciato in uno specchio, per aprire il passaggio su una dimensione in cui la nostra totalità pulsante e vitale fatta di frammenti di memoria, di immagini, suoni, oggetti, sogni, ma anche di incubi e ossessioni, si materializza e diventa concreta davanti ai nostri occhi, sempre diversa a seconda della stato psicofisico momentaneo individuale. Da ascoltare più e più volte, On.it.sed è come un materiale instabile in trasformazione continua e conferma l'espressività violenta e magica di una delle realtà sonore più dirompenti nella miseria creativa generica italiana, e non solo.

Fetish Art
www.fetish-art.it

aprile 2005 : disco del mese

Questo mese Fetish Art ti consiglia ONITSED delle Allun , imperdibile cd inserito in un libro fotografico che illustra genialità, deliri, trasformismo e fantasia di questo gruppo di ragazze. Le Allun sono Stefania Pedretti e Natalia Saurin, ma nel corso degli anni hanno spesso dato vita a interessanti collaborazioni tutte al femminile. Le Allun non sono solo una band sui generis, ma anche un vero e proprio progetto artistico che spazia anche fra performance e sfilate. I concerti delle Allun d'altronde, sono essi stessi degli spettacoli performativi. Le Allun sono pure, e per questo inquietanti. La loro musica é un insieme di suoni semplici che accompagnano la nostra vita di tutti i giorni. Il suono dell'acqua, le filastrocche dei bambini, i suoni dei giochi, degli oggetti che si usano nel quotidiano o dei quali si é persa memoria. E come bambine giocano con gli strumenti o con oggetti che riescono a diventare tali. Le Allun sorprendono e catturano come sempre. ONITSED contiene anche il videoclip di "Due bambine nel bosco", splendida prova di come la semplicità possa trasformarsi in qualcosa di fantastico e inquietante. Girato in Super8, ha un gusto retrò particolarmente da apprezzare. Insomma, ONITSED é un oggetto da avere, destinato ai più appassionati delle Allun e della squadra di Bar La Muerte ma anche delle cose speciali. Perché le Allun sono speciali. E se non le conoscete... é ora di conoscerle.

Rockit PRIMA SCELTA!
di Massimiliano Osini

Col loro terzo album le Allun raggiungono finalmente un livello di eccellenza che dalle parti di Rockit viene certificato con l'etichetta ‘Primascelta'. Si tratta di un riconoscimento meritato, innanzi tutto, per lo sforzo produttivo nel suo complesso e per tutto l'impegno che si è reso necessario per la realizzazione di questo disco. Che poi, chiamarlo disco è alquanto riduttivo. Si tratta infatti di una vera e propria opera multimediale, in cui la musica, per quanto importante, copre solo un ambito limitato.

La confezione si presenta come un libro fotografico di 20 pagine in cui vengono raccolte le immagini più significative delle performance, dei travestimenti e delle esibizioni che hanno caratterizzano i concerti del gruppo negli ultimi anni. Per sfruttare al meglio la tecnologia attuale, nel cd è presente anche un video-clip, ulteriore aggiunta iconografica a supporto di chi ha fatto della fantasia visiva una compendio naturale della propria musica. Menzione d'obbligo anche per lo stuolo di entità e collaboratori che hanno contribuito alla realizzazione dell'opera. Tra etichette discografiche (Bar la Muerte, Vida Loca, 8mm, Galerie Pache, Burp, Frigorifero), case editrici (Zero, Topolin), gallerie d'arte (Tognon), il numero dei partecipanti sfiora la decina.
Venendo alla musica, il salto di qualità rispetto ai due dischi precedenti (“Et Sise”, 2000 e “Onussen”, 2002) è notevole. Dai loro esordi ad oggi, le Allun hanno spesso offerto musica interessante, ma il loro approccio è sempre stato amatoriale. Musicalmente analfabete, Stefania Perdetti (l'unica superstite della formazione originaria) e Natalia Saurin (curatrice anche della grafica) hanno sempre fatto affidamento sull'istinto e sulla spontaneità, seguendo in questo le primigenie orme di Lydia Lunch . La dimostrazione che la faccia tosta non è sufficiente è data proprio da questo album che, accanto ai consueti giocattoli elettronici, vocalizzi isterici e scordature di violino, affianca frasi musicali molto più pregnanti. I nuovi innesti - Silvia Grosso ( Larsen e Anatrofobia ), A034 , Mae Starr ( Rollerball ) – dimostrano un gusto musicale molto più sviluppato e forniscono quel tanto di tecnica e ricercatezza che basta per il salto di qualità definitivo.

“Onitsed” si presenta come (parodia di) una sinfonia classica, con le divisioni dei brani in movimenti e il lessico tipico delle musica colta. In realtà niente potrebbe essere meno equilibrato delle Allun, come dimostra il primo brano, una filastrocca per bambini squarciata da un inquietante buco nero di rumore allucinato che inghiotte in sé ogni residuo di innocenza. Il secondo brano, “Suite n. 2 Le belle Addormentate” è di certo il fulcro dell'album. Si tratta di una vera e propria suite di 20 minuti, il cui sviluppo fluido rappresenta una sorta di viaggio nei turbamenti e nei sogni di una bambina dall'infanzia irreparabilmente compromessa, un flusso di coscienza che oscilla continuamente tra psichedelia oscura, elettronica acida, rumori concreti e trance futurista. Il terzo brano è un dialogo tra una tastiera compassata e un violino scorticato ai quali si aggiunge un canto spastico giusto per eliminare qualsiasi residuo di intonazione e assonanza siano rimaste. L'ultimo pezzo (ovviamente “enif al”) chiude in bellezza con un rumore non ben definito che si evolve al ritmo di sinistre pulsazioni: non ho idea di cosa sia, ma propenderei per un vinile rigato.
“Onitsed” è semplicemente il disco che le Allun dovevano fare, il disco che era lecito aspettarsi delle prove precedenti, ma che in pochi avrebbero osato sperare.

Totalnoise.org marzo 2005
Allun live a Bologna, XM24

... La serata all'XM24, oltre agli indescrivibili Caroliner, è stata per il resto densa di altri suoni interessanti, a cominciare dal duo delle ALLUN, ovvero Stefania Pedretti alla voce, chitarra e violino, e Natalia Saurin alle basi pre-registrate su lettore cd e meravigliosa paperetta a cassette, giocattoli, sveglie, asciugacapelli ed altro ancora, per un effetto d'insieme d'impostazione punk/rumorista contaminato con un'estetica da regressione a un'infanzia misteriosa e inquietante, ma contemporaneamente spontanea e felice perchè libera da qualsiasi tipo di vincolo mentale e/o sociale, una libertà creativa sottolineata anche dai fenomenali travestimenti con cui le due ragazze si presentano sul palco, e che rendono la loro performance sonora un avvenimento totale e molto coinvolgente.


ROCKON aprile 2005

Il feroce, nonché devastante, divario fra l'arte e la musica, ultimamente, è sempre meno evidente; il distacco fra due mondi, così vicini e così simili, diventa (fortunatamente), al giorno d'oggi, un problema relativamente importante. Se nel 2004 ci avevano pensato gli Aidoru, ora, un anno dopo, tocca alle Allun di Stefania Pedretti restituire, a noi stupidi comuni mortali, quell'intensa, profonda, relazione fra l'arte visiva e quella “sonora”.

Dopo notevoli, imprevedibili, cambi di formazione, le Allun pubblicano il loro terzo album, “Onitsed”, registrato dalla mente, malata e contorta, di Roberto Rizzo (voce eufonica dei Resti Umani Non Identificati, R.U.N.I.) e racchiuso in una confezione comprendente 36 pagine d'immagini che raccolgono le performance più significative del duo femminile. Coadiuvata dall'uso, smodato e atipico, d'elettrodomestici, giocattoli e sintetizzatori, la band finalizza un disco che, pur “prillando” fra il rumorismo (tutta colpa dell'elettronica di a034, già presente nel remix de “Il Cucchiaio Infernale”, R.U.N.I.) caotico della No Wave (vengono in mente i Sonic Youth di “Hidros 3”, i Sightings, i Mars, gli Ut e i DNA), schiaccia, sopprime ed annulla il kraut-rock dei Faust. L'album, “farcito” e “imbottito” da quattro brani (per una durata totale di trentadue minuti), viene pubblicato da cinque etichette discografiche, due case editrici e diverse gallerie d'arte.

“Onitsed” è la conferma di quanto ho affermato precedentemente, l'arte e la musica, oggi come oggi, possono coesistere perfettamente. Onore alle Allun, onore a questa band che, pur regalandoci un album alquanto ostico nei geni, realizza, con estrema perfezione, quella “folle”, seppure logica, fusione fra l'arte e la musica contemporanea.

Inopinabile, sorprendente.

BLOW UP 83 aprile 2005 (Stefano Isidoro Bianchi)

"Come al solito, le Allun titolano i propri dischi all'inverso e come al solito suonano la propria musica al contrario (di quanto la decenza vorrebbe). Sempre più astratte, sempre più imprendibili e inascoltabili senza supporto visivo. Insieme esperienza perfettamente performativa, Stefania Pedretti e Natalia Saurin- la prima unica sopravvissuta del gruppo originario, la seconda già nel precedente "Onussen"- si tolgono definitivamente dalle scatole dell'universo pop ed entrano in quello della musica ipotetica, quella che si può immaginare vedendole sul palco, inmellettate truccate travestite mascherate a giocare con i propri umori e odori, a improvvisare come mostri dell'iperspazio tra percussioncine giocattolo, suoni elettronici giocattolo, voci giocattolo, spasmi acustici giocattolo. La musica, mai come adesso, non basta più, è una suppellettile che giustamente s'aggiunge a una bella confezione-libretto fotografico e a un videoclip esplicativo. Niente più "no" e niente più "wave": solo il teatro di un suono surreale e alterato.

Tutti Morimmo a Stento, marzo 2005

Allun "Onussen" Il mondo delle Allun è un mondo al contrario (leggete il loro nome all'inverso...) 5 folli ragazze che ruotano attorno alla figura semplice e carismatica di Stefania (anche in OvO e Bar La Muerte). Spiritualmente portano avanti il concetto "punk"  di non musica e non musiciste...assolutamente non classificabili... la loro non-musica è geniale... destrutturazione completa del concetto di musica... basato sull'improvvisazione, sulla rabbia, la passione, l'isteria, ma anche la dolcezza inconsapevole... urla, isterie, atmosfere tese, malsane, dolorose, mestruali... ma anche dolci, gioiose e a tratti comiche... Le Allun si prendono e si lasciano prendere in giro da chi tanto non capirà... i loro strumenti sono giocattoli, trombette, violini strozzati, chitarre, batterie, voci onomatopeiche, elettrodomestici, basso... che provocano brividi lungo la schiena... suoni che vengono da un altro pianeta all'apparenza privi di senso... ma che nascondono una grande creatività e passione... il disco è registrato e mixato da Bugo e Andreini è edito anche da una label russa... i brani dalla folle urla di "dalla ns. inviata j" alle follie di "colazioniste", "il chiodo rosso"... sono tutti pervasi da queste atmosfere. Emozionanti! Non perdetele dal vivo! A breve uscirà "Onitsed"!

 

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