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MOTORAMA

   
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No Bass Fidelity

cd (2003, Bar La Muerte / Vida Loca )

 

 

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ROCKSOUND
Speciale Punk
E ancora Roma a regalarci una chicca di punk-rock lo-fi, a dimostrazione di una scena estremamente articolata e attiva. In attesa del primo lavoro su lunga distanza dei Taxi, concentriamoci sulle Motorama, trio femminile dedito ad un rock'n'roll dissennato e con reminiscenze garage e blues. Due chitarre e una batteria, voce da bambina impertinente, la produzione affidata a un maestro della bassa fedeltà come Bugo. Il risultato? Tredici pezzi che si riconciliano con il punk rock sguaiato e che lanciano il terzetto in cima alla nostra playlist. Grandissime!"




SUCCO ACIDO
Italo Rizzo
Se vi piace il rock'n'roll scassato, rumoroso e bastardo allora questo disco fa al caso vostro. Registrato live in studio, "No bass fidelity" è il primo album del terzetto romano, tutto al femminile, che qui dà prova di avere imparato bene la lezione dei Cramps, dei Teengenerate e dei bluesman più malati; non solo punk, ma un coacervo di influenze che tuttavia suonano fresche, e soprattutto ti fanno alzare il volume al massimo. Solo chitarra, aspra e acuminata, batteria, pestata e primitiva e voce sguaiata e incontrollabile: basta questo a dare sostanza a 13 pezzi che trasudano vitalità e sana rozzezza. Non dimentichiamo che il cd è stato registrato da Bugo, che riveste il tutto di una patina lo-fi comunque mai eccessiva, e su "77" ci sono le tastiere di Roberto Rizzo dei R.U.N.I., giusto per dare un impronta garage a un disco fuori dal tempo. Tra i pezzi che colpiscono immediatamente ci sono "Lucienne", potenziale singolo e piccolo sunto del suono delle Motorama, "Drive Mary Home, Baby", deriva blueseggiante e ossessiva, le sensuali depravazioni di "Bow-shaped lips" (un pezzo spettacolare!), e "Devil's fudge cake (666) ", delirio dissonante un po' fuori posto ma comunque all'altezza del resto: quando si parla di "rinascita del r'n'r" e delle blasonate band d'oltreoceano, fate il nome delle Motorama, da ora possono reggere qualsiasi confronto!
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BLOW UP
Fabio Polvani
La vita è sempre più dura per i bassisti in campo garage punk: le Motorama, tanto per chiarire la loro attitudine, mettono per iscritto questa esclusione anche nel titolo del disco con cui esordiscono sulla lunga distanza. Il discorso è strettamente legato alla fedeltà sonora, manco a dirlo 'bassa', anzi 'altissima' per sporcizia e aggressività (occhio alle bordate di "Spastic Song"). In azione quindi troverete la batteria di Laura, secca e incalzante coi suoi raddoppi di rullante, a cui fanno seguito i riff chitarristici che scorticano e trascinano di Daniela. Alla vocalist Elena non resta che gettare benzina sul fuoco, a partire proprio dai singulti di "Lucienne". Dato il contesto musicale e la formazione tutta al femminile verrebbe la tentazione di imparentarle con qualche gruppo riot dalle parti di Olympia, tuttavia, sebbene alcuni estremi ci sarebbero, è meglio concentrarsi sul loro essere 'selvaggiamente punk'. Cosa che alle tre ragazze romane riesce egregiamente, che sia con la foga di "Possession", "Call Me Not" e "Bow Shaped Lips" o con i timbri bluesy di "Nag" e dei quattro minuti di "Motorama". "Wild Girl" invece potrebbe essere valutata come la loro personale "Peter Gunn". A ciò va aggiunto anche un approccio più discordante che si esplica nella nervosa "Drive Mary Home, Babe" e soprattutto in una "77" che comunque si risolve in un refrain diretto. Produce e partecipa alla realizzazione dell'album il Bugo, folgorato sulla via del rawk'n'roll. (voto: 8 consigliato a scatola chiusa!)
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ROCKERILLA
Roberto Calabrò
Ce n'è voluto di tempo prima che le "bambine cattive" della nostra scena rock'n'roll si decidessero a pubblicare il loro album d'esordio. Per la precisione, sette anni dal momento in cui le Motorama hanno mosso i primi passi e tre dal sette pollici "See You at Bouledogue", unica prova ufficiale fin qui realizzata dal terzetto capitolino, se si escludono demo e partecipazioni a raccolte varie. A quanto pare l'attesa non è stata vana ed è servita a Elena, Daniela e Laura per mettere a fuoco la propria formula sonora aggressiva e minimale, e a far maturare l'incontro con Bugo che da fan del gruppo si è ben presto trasformato in produttore, registrando le tredici tracce che compongono il programma del disco. Registrato in soli tre giorni "live in studio", proprio per non alterare l'essenzialità e la fisicità del suono Motorama, "No BassFidelity" è un grezzo manifesto lo-fi rock'n'roll al femminile. Un concentrato di canzoni contemporaneamente scarne e aggressive, rabbiose e d ironiche, che strizzano l'occhio a Demolition Doll Rods e Cramps - formazioni, guarda caso, con cui le Motorama condividono l'assenza di basso nella line-up - e che si candidano a diventare un piccolo culto underground. Senza la benché minima caduta di tono , le tre "wild girls" capitoline inanellano una serie di brani dall'impatto diretto e dall'irresistibile carica rock'n'roll con attitudine punk. La partenza al fulmicotone di "Lucienne" è solo un antipasto dei trenta minuti successivi, in cui le Motorama centrano più di una volta il bersaglio grazie al guitar-sound à la Poison Ivy di Daniela, al drumming potente ed efficace di Laura ed alla voce isterica di Elena. "Possession", "Drive Mary Home, Babe", "Motorama" e soprattutto l'instant-hit "77" sono i vertici di un album assolutamente incisivo e convincente. (voto: eccellente)
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RUMORE
Manuel "manwell" Graziani
La prima cosa che sputano le casse del mio stereo è la vocetta sguaiata della cantante che ripete "Lucienne" in maniera ossessiva, l'affascinante fustigatrice della sei corde e la muscolare percussionista di pelli giocano a fare i Fall che coverizzano i Fugazi. "Spastic Song" è sudore che gronda da pelle bianca e molliccia, e mozziconi di sigarette sparsi ovunque, e lenzuola sporche mentre un improbabile tecnico aggiusta la scenografia di un film hardcore affondando il suo enorme Black & Decker. La partenza di "Nag" sembra una outta-take dei Folk Implosion imbottiti di psicofarmaci e vodka (sarà la presenza del campioncino Bugo che oltre a prestare ugola e feedback al pezzo in questione, produce l'intero album). "Drive Mary Home, Babe" è caro vecchio R'n'R rigirato come un calzino, messo a 90 gradi e sodomizzato con due colpetti ben assestati ("Possession" e "Call Me Not"). "Teenage Stomp" è una rissa a colpi di assorbenti e lucidalabbra tra Bikini Kill e Babes in Toyland. "Bow Shaped Lips" è la calma apparente delle cinque del mattino, cornetti fragranti che attenuano la fame chimica mentre tre belle facce a forma di punto interrogativo (Motorama, of course!) ti guardano basite. L'Anthem Motorama è il risveglio dopo una sbronza colossale, quando si ha bisogno di un altro cicchetto per affrontare la giornata. Spero abbiate capito che No Bass Fidelity è un fottutissimo album di sexy e sconquassato R'n'R e che 'ste Motorama sarebbero da sposare. (voto: High)
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FREAK OUT
Vittorio Lannutti
Le Motorama sono un trio romano al femminile interamente dedito al rock'n'roll più sanguigno e verace. Laura, Elena e Daniela, rispettivamente batteria, voce e chitarra e voce, suonano in maniera magistrale uno stomp-punk-blues di matrice crampsiana. Le tre ragazze affascinano per il fatto di saper suonare come, se non meglio dei loro colleghi maschietti un genere tradizionalmente molto macho e virile. Questo è sicuramente l'aspetto più intrigante e conturbante del trio romano, e poi ascoltare queste tracce di puro rock'n'roll suonato da tre ragazze, rende la cosa più appetitosa ed eccitante. Il loro approccio è la stesso che ha guidato sulla via del rock'n'roll la Blues Explosion di Jon Spencer, gli Stooges e i Pussy Galore. A volte acide, altre sguaiate, sicuramente esplosive, partono dagli stomp-boogie-blues, per poi espoldere nella furia sonora stoogesiana, la batterista, poi, è un metronomo e a causa della mancanza del basso ha l'onere della base ritmica, ma non ha problemi, infatti, tutti i brani sono perfettamente senza sbavature. E' vero di dischi così ne avrete ascoltati tanti, ma difficilmente ben fatto da tre ragazze.
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ALTERNATIZINE
Luca Sulis
Le motorama guardano senz'ombra di dubbio con nostalgia al passato: primordi punk e grezzo rock'n'roll sembrano essere evidentemente le loro principali ascendenze. Il caso vuole, poi, che queste signorine romane, dopo anni di apprendistato musicale, esordiscano ufficialmente proprio in un frangente in cui la riscoperta di un certo rock alternativo di matrice americana (anche grazie alla palingenesi della vecchia scena newyorkese ) sta fungendo da raccordo fra il panorama europeo e quello degli states.
Che sia stata una mossa furbetta di un insospettabile talent-scout chiamato Bugo? No,non credo proprio, o meglio, non ci interessa, vista la valenza della band. Più concretamente questo trio tutto al femminile (ora diventato se non erro un duo chitarra-voce e batteria) sprigiona infatti una rara potenza evocativa.
Energiche e compatte, nonostante la scarna line-up, le Motorama riesumano l'istintiva rabbia stoogesiana, le provocatorie storture punk'n'roll in circa 12 dodici sfuriate che metterebbero in imbarazzo buona parte della scuderia Crypt. Pochi secondi della prima e devastante traccia, intitolata Lucienne, possono bastare. D' altronde vorrà dire qualcosa se quest'anno l'ipercritico patron Agnelli non ha avuto nessuna remora a pescarle nell' attivissimo sottobosco capitolino, nonostante questo sia pieno zeppo di buone bands punkrock, per poi inserirle coraggiosamente nel palinsesto di numerose date del carrozzone del Tora Tora! festival. Provare per credere.
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SUONI E RUMORI
Sergio Porracchia
Rock'n'roll sguaiato e ficcante innaffiato da litri di slabbrata attitudine punk. Le Motorama sono tre ragazze romane (chitarra, batteria e due voci... niente basso) che dal 1996 si dannano dal vivo su palchi e palchetti dei locali di tutta Italia: una gavetta che si riflette in un esordio sulla lunga distanza che rivela solidità esecutiva e grinta da vendere. Rock'n'roll quindi si diceva, ma di quello grezzo e dirompente: 13 tracce per poco più di 34 minuti di musica suonata a rotta di collo come se fosse l'ultima occasione della vita. Rock'n'roll-punk nervoso, urlato, sciorinato con foga in bassa fedeltà. Il suono è "sporco" al punto giusto, la ritmica secca e martellante, la chitarra abrasiva, la voce a volte isterica altre quasi "blueseggiante". Una serie di canzoni rissose e trascinanti, estremamente seduttive. Un gran bel disco ad alta infiammabilità (ma attenzione: leggere prima attentamente "avvertenze e modalità d'uso"). Produce Bugo.

MAXIMUM ROCK'N'ROLL – May 2004 – N. 252
Arwen Curry

Hot stuff from these Italian punx! Basic all-girl garage that's tough and sexy without all the boy-voyeur-oriented gimmicks that annoy me. Equally as important, this is raw and to-the-point without being formulaic – there are plenty of twists and turns and squeals to keep you around. Hare to quote a label insert, but they do it justice with a SONICS meets SONIC YOUTH description. Yeow

TERMINAL BOREDOM issue 5, vol. I, fall 2004

Rick Kroneiss

Motorama are a sharp looking and sounding female three-piece from Rome who have decided to buck Italian rock tradition by actually making an album that does not suck at all. Strange. Imagine the Husbands on a '77 style punk death-trip, and you're getting a decent idea of what these girls are doing. But they throw a lot of curves into the songs as well, as in "'77" which is a perfect early Sonic Youth meets the Stooges scorcher, or the slow twang of "Nag" that builds up into wonderful explosions of ass-whup stomp. Lots of downer dynamics, just rough enough production, a singer that coos sweet nothings in a foreign tongue as well as she belts it out in English, plenty of tricks with the runaway garage bashing, and tight guitar/drum rhythms all make this a winner. Never really heard of them until I got this record, and the name Motorama had me scared a little, but these ladies are doing something really different and really good.

FRACTURE #25 (UK)
Pete Craven

Well the title of this CD don't lie, as this trio of Italian Ladies lurch through a dozen fuzzy menacing numbers, live in the studio... Laura drums, Elena sings, and Daniela guitars and sings too, and they really do kick up a storm, most enjoyable. If you liked the idea of THE KILLS, but discovered they were way off the mark, then MOTORAMA might just be up your alley. ( http://www.fracturezine.com )

ALTERNATIVE-ZINE.COM
Rani Zager
I can't say i'm too familiar with the Italian music scene. Based on what i've heard over the years , i must admit i'm not a big fan. If it's the highly acclaimed Italian progressive rock with its' exaggerated self importance, or their pompous goth acts like Devill Doll and their followers, or even their industrial acts , from Meathead to Murder Corporation , the Italian acts always sounded a little cheesy. not really my cup of tea, sorry. It will be pretentious to say that Motorama has qualities that other Italian bands lack of , but i found their album very refreshing and surprisingly good. This girly trio is all about rocking hard with a great punkish / d.i.y attitude and a greasy garage sound. Motorama are raw and filthy , just like a riot girl band supposed to be. in a way , Motorama is the right band in the right place. The music scene is thrilled nowdays with garage rock revival, led by The White Stripes and i guess every country is bound to have its' local representative . I'm sure Motorama are not the first nor the last Italian band to play garage rock , but they do have the right sound and image for that role. Their music ranges from the late 80's / early 90's riot girls sound which defined bands such as Babes In Toyland and Hole (on their first album) to more forward thinking acts like Sonic Youth and Blonde Redhead to the vibrating energies of Atari Teenage Riot , minus the electronics. The whole album holds a true militant feminist spirit, and Motorama sure have a lot of fun and cynicism to spear.If it's good for them , it's good for us.

RUTA 66 (Spagna)

Roger Estrada

Las componentes de Motorama (segùn el libreto Laura, Daniela y Elena; en la hoja de promo se cargan a esta ùltima) emergen de las catacumbas romana para echarle rimmel y desparpajo al rollete garage-rock. Como si a las primeras Sleater Kinney las hubiera pillado el sello Crypt; tal que Babes In Toyland en plan lo-fi, Motorama han tenido que esperar siete anos para poder ver como alguien les hacia caso y les financiaba el primer elepé, tràs mùltiple demos, singles y Eps. Cosas del presente propicio, supongo; mejor para ellas, digo. Sì, podrìan abrir los bolos por Italia de White Stripes, pero de momento han preferido hacerlo para Fabulous Disaster, un show cuya descarga de estògenos seguo que puso en su sitio a los gallitos italianos. Pero que quede claro que lo de Motorama no es ni riot grrrl, ni pussy power, ni never mind the bollocks; sòlo tres chicas (dos?) tocando en vivo en el estudio como si la vida les fuera en ello; mamporreando, rasgando y berreando alto pero con cabeza, que la tralla chatarrera no va con ellas. Tienen estilo, tienen pegada, tienen canciones. Estaremos atentos.

KRONIC

Stefano Biondi

Se Iggy fosse donna …

Curioso ritrovarsi a scrivere la recensione dell'esordio delle Motorama proprio il giorno in cui abbiamo annunciato la calata in Italia degli Stooges.
Le prime a rallegrarsi di questa notizia potrebbero proprio essere le tre fanciulle romane che dell'indomito spirito rock di Iggy Pop e compagni sono portatrici sane.
Un ascolto casuale di un brano su Rock FM e una fortunata puntata in un negozio di usato milanese mi hanno permesso qualche tempo addietro di metter le zampe su questo battagliero esordio che farà indubbiamente gioire gli amanti della musica semplice e sanguigna. I classici quattro accordi in croce grattugiati a testa bassa, pelli picchiate con grinta e strilli davanti al microfono. Manca il basso ma tenere insieme il tutto contribuisce l'aiuto prezioso di Bugo che produce e fa capolino in qualche brano. Sono bastati tre giorni in studio per catturare questi dodici pezzi carichi di strabordante vitalità: l'ammiccante “Lucienne” con il ritornello in francese, la sgangherata “Nag”, le rabbiose “Drive Mary Home, Babe” e “Possession Call Me Not”, il rumorismo a-là Jon Spencer di “Spastic Song”.
La formula minimalista e spontanea scelta dal trio funziona alla grande, riuscendo comunicare in modo straordinariamente efficace la stessa energia che anima i vibranti live show del gruppo.
Voce e cori efficaci, un buon suono “live” e brani che colpiscono, che altro serve per un esordio di successo? La vostra attenzione.
Spero che questa recensione possa servire... (voto: 3 e mezzo)

PUNKSTER # 2 (maggio/giugno 04)

New Heroes – These girls are made for rocking

Fa una rabbia vedere la stampa di mezzo mondo leccare il culo a quello smidollato di Jack White, mentre gruppi come le Motorama, che si divorerebbero i White Stripes in un boccone, rimangono sconosciuti ai più (nonostante il loro album di debutto abbia ricevuto recensioni estasiate su TUTTA la stampa rock nazionale): Il fatto poi che queste “ragazze selvagge” siano italiane, e più precisamente romane, ci rende orgogliosi. Nate nel 1996 come trio (Elena – ex Bambine Cattive – al microfono, Daniela alla chitarra e voce, Laura alla batteria e voce), sono rimaste in due dopo l'uscita di Elena. Il loro sexy e devastante album di debutto “No Bass Fidelity” (Bar La Muerte/Vidaloca Records, 2003) è stato registrato e mixato dal “casalingo” Bugo, che suona anche in diversi pezzi. La prima stampa è andata esaurita poco dopo l'uscita. Nelle vene delle Motorama scorre il sangue tossico di Cramps, Sonics, Stooges, Jon Spencer Blues Explosion, ma anche Bikini Kill e Babes in Toyland. Le ragazze sono reduci da un tour in Slovenia e stanno finendo di registrare il loro prossimo 7 pollici. “Non abbiamo ancora deciso quale sarà il titolo”, ci confida Daniela, “Posso dirti che comprenderà tre brani e che probabilmente lo produrrà Vidaloca Records. Dovrebbe uscire in autunno e, come al solito, faremo uscire sia la versione in vinile sia su cd”. Continua la chitarrista: “Nel frattempo ci dedicheremo anche ai nuovi pezzi e al nostro progetto parallelo, Parboiled, un trio nato nel 2000, composto da me (voce, chitarra, synth) e Laura (batteria), con Filippo dei Cactus (synth,chitarra, voce). I Parboiled si ispirano a Suicide, The Fall, Pussy Galore, Mr. Quintron. Il suono è grezzo e minimale, l'attitudine punk. Abbiamo all'attivo un promo e stiamo registrando un singolo”. A giugno le Motorama saranno in tour in Austria e nord Italia, non perdetevele. ( Jessica Dainese )

Succo Acido
Italo Rizzo
Se vi piace il rock'n'roll scassato, rumoroso e bastardo allora questo disco fa al caso vostro.

Registrato live in studio, "No bass fidelity" è il primo album del terzetto romano, tutto al femminile, che qui dà prova di avere imparato bene la lezione dei Cramps, dei Teengenerate e dei bluesman più malati; non solo punk, ma un coacervo di influenze che tuttavia suonano fresche, e soprattutto ti fanno alzare il volume al massimo.

Solo chitarra, aspra e acuminata, batteria, pestata e primitiva e voce sguaiata e incontrollabile: basta questo a dare sostanza a 13 pezzi che trasudano vitalità e sana rozzezza. Non dimentichiamo che il cd è stato registrato da Bugo, che riveste il tutto di una patina lo-fi comunque mai eccessiva, e su "77" ci sono le tastiere di Roberto Rizzo dei R.U.N.I., giusto per dare un impronta garage a un disco fuori dal tempo. Tra i pezzi che colpiscono immediatamente ci sono "Lucienne", potenziale singolo e piccolo sunto del suono delle Motorama,

"Drive Mary Home, Baby", deriva blueseggiante e ossessiva, le sensuali depravazioni di "Bow-shaped lips" (un pezzo spettacolare!),

e "Devil's fudge cake (666) ", delirio dissonante un po' fuori posto ma comunque all'altezza del resto: quando si parla di "rinascita del r'n'r" e delle blasonate band d'oltreoceano, fate il nome delle Motorama, da ora possono reggere qualsiasi confronto!

LAMETTE 10 settembre 2004

Simone

Le Motorama mi piacciono per tre motivi. 1) Sono in giro da tanto tempo e si sente, e non lo danno a vedere. 2) Hanno apprezzato il mio speciale su Stiv Bators (pezzo che tanta gente - per inciso - non si prenderà manco mai la briga di leggere), e questo è molto, molto punk. 3) Sono assolutamente rock'n'roll. Perché in effetti, cosa c'è di più rock'n'roll di una all-girls bénd non retorica che concentra giustamente le sue (incredibili) energie sulla produzione di brandelli di '77 minimale, e - come se non bastasse - abolisce il basso a mo' di primi Cramps? L'impatto del risultato sul mio animo nostalgico e sentimentale è immediatamente garantito. Ma andiamo a recensire.
La prima impressione che hai, nel mettere su No bass fidelity, è che lo stereo semplicemente ti si scassi. Tale è la potenza sonora del primo full-lenght del trio capitolino (adesso addirittura duo, visto che Daniela s'è sdoppiata nel ruolo di cantante/chitarrista). 13 olocausti 13 di garage rock'n'roll con i controcazzi, che si ricollega apertamente al VERO original punkrock, cioé a quello americano, con buona pace di tutti voi. E dato a Cesare quel che è di Cesare, proseguiamo. Delle Motorama, tanto per ribadire il punto 1, avevo già sentito parlare diverse volte nel corso degli ultimi sette-otto anni, anche se prima di imbattermi in loro nel contesto un recente happening etilico autoctono, devo dire che - mea culpa mea culpa - non ne sapevo poi proprio granché. Ricordo chiaramente un mio amico che se le sparava entusiasta nello stereo della macchina, saltando e zompando per tutta la strada, e ora dunque confermo e sottoscrivo qui, se possibile, il loro innegabile valore. Cane vile chi non apprezza pezzi del calibro di "77", "Wild girl" o "Possession", e lurido porco chi non si lascia frustare ripetutamente al suono dello psychobilly infernale di "Nag".
Completano l'opera una produzione d'eccezione (Bugo, che appare qua e là come guest-star) e una presa diretta totale globale, per un disco che se non ce l'avete non potete capì.
Richiedetelo subito, maledetti drogati. E che il rock'n'roll ci salvi tutti dagli intellettuali del cazzo e dalla noia.

KATHODIC

Massimiliano Sanseverinati

Non so se ve ne siete accorti… ultimamente se si vuole sentire qualcosa di veramente fresco, selvaggio, sporco, scatenato, senza inibizioni e totalmente liberatorio, se cercate del buon vecchio e sano rock, sempre più spesso conviene rivolgersi al mondo dei gruppi femminili. I maschietti possono farsi da parte… il rock oggi è tinto di rosa, un rosa che però non ha nulla a che vedere con le barbie girls del pop da copertina… un rosa che si trasforma in un colore travolgente caldo e passionale, tutt'altro che rassicurante… non il colore dei confetti ma quello imperfetto della carne che palpita, invecchia, suda e stilla gocce di sangue denso e scuro. Se avete amato la sensuale aggressività di Pj Harvey prima maniera, il ruggito selvaggio della chitarra di Poison Ivy dei Cramps , l'oscuro incedere dei Kills , l'energia punk delle Bikini kill e la schizofrenia vocale di Kim Gordon dei Sonic Youth , non potrete non lasciarvi andare totalmente all'ascolto delle vere e proprie schegge soniche contenute in questo album. Le Motorama sono un trio di Roma (attualmente la line up si è ridotta a soli due elementi: Laura alla batteria e Daniela chitarra e voce) che dopo anni di gavetta on the road ci hanno regalato questa raccolta di 13 piccoli gioielli di punk-garage-psych-rock'n'roll prodotti da quella testa matta di Bugo. Il cd suona sporco e lo-fi senza essere trasandato come tante produzioni garage nostrane, assecondando lo spirito selvaggio dei brani che suonano diretti e con un effetto live che coinvolge totalmente nell'ascolto: chitarra e batteria per un suono scarno, senza fronzoli ma sufficientemente graffiante e pieno nonostante l'assenza del basso. Le motorama riescono sapientemente a miscelare punk e garage fondendo l'energia chitarristica di Stooges e MC5 ( Lucienne , Spastic song , Possession vi faranno saltare fino a sbattere la testa contro il soffitto) con l'anarchia melodica della Jon Spencer Blues Explosion ( Drive Mary Home, Baby ) e l'erotismo avvolgente dei Cramps ( Your Boots ). Forte è anche l'influenza delle atmosfere dei Sonic Youth ( Wild Girl e 77 ) e dell'energia folle di Jason Lowenstein dei Sebadoh ( 77 ). 'No Bass Fidelity' (gran titolo e ottima grafica perfettamente “in stile”) vi regalerà 35 minuti di autentico spasso sonoro, vi ritroverete a canticchiare Lucienne anche nel sonno e a sognare di uscire a cena con loro offrendovi come schiavo da maltrattare… vi assicuro che correrete ad informarvi dove poterle vedere dal vivo… e non ne rimarrete delusi!!!! Sul palco sanno tirare fuori un suono potente ed energico perfetto per scatenarvi fino alla nausea. Oltretutto, e non mi sembra poco in tempi bui come questi, sono persone molto alla mano, simpatiche e disponibili che non hanno bisogno di sputare sul pubblico per sentirsi cool. Naturalmente se cercate la “next big thing”, l'originalità a tutti i costi, una melodia per pomiciarvi la malcapitata di turno, dei bei suoni levigati per far sentire al vostro collega di cella come pompa il vostro merdoso impianto da 10 milioni di dollari… andate ad impiccarvi da un'altra parte, magari con l'ultimo di Britney Spears in cuffia!!!!!!
It's only rock'n'roll… but I like it
Au revoir!

INTERCITY MAGAZINE

Umberto Palazzo

Prodotto da Bugo, che sta a Beck come le Motorama stanno ai Boss Hog, solo che le Motorama non sono derivative quanto il Bugatti. Daniela Petroni (voce e chitarra) e Laura Gulizia (batteria), romane, hanno ben assimilato la lezione di Cramps, Blues Explosion, Royal Trux, Fuzztones e Sonics e “danno la paga”alla stragrande maggioranza delle loro omologhe americane. Con una spruzzata di punk che non guasta mai,rock'n'roll allo stato praticamente puro, quindi sporco, ruvido, grezzo e viscerale, molto vicino al blues (la musica del diavolo, mai dimenticarselo).

WIRELINE
Franco Lys Di Mauro
Rock ‘n roll scalcinatissimo e suonato con impeto completamente primitivo e “ignorante” quello delle motorama. tutto ridotto all' essen-ziale, al minimo concepibile: chitarra-voce-batteria che si scontrano e si rincorrono nel lerciume strappando gli accordi slabbrati ma minimali dei pussy galore. ecco, quando mtv manda in onda le facce stupidine e ammiccanti di tante divette del pop, pensate piuttosto alle grandi labbra delle motorama che vi stampano addosso un bacio veloce e violento e spegnete quella ciofeca. no bass fidelity non è la celebrazione del rock e delle sue ideologie, solo del suo istinto. e' il rumore vivo e tagliente di chi si rifiuta di sedersi in cattedra ma nemmeno si accontenta di stare seduto al banco di qualsivoglia scuola, preferendo piuttosto stare in corridoio, a far friggere un marshall valvolare poggiato tra il tavolinetto in tinta frassino della bidella e l' orinatoio dell' istituto. “we are motorama and we are having fun”. e joey e dee dee escono dal cesso e le stanno a guardare, col sorriso sereno e un po' demente di chi è riuscito a tirarci l' ultimo scherzo, quello definitivo. comprate questo disco e bruciate il vostro dvd ad alta definizione che il rock ‘n roll non ha bisogno di inchiodarvi alla sedia, ma di sfilarvela giù dal culo.

KALPORZ

Raffaele Meale
Le Motorama, terzetto romano tutto al femminile, portano da anni in giro per la penisola il loro punk nevrotico, minimale e incessante. Accasatesi con la Bar la Muerte Laura, Elena e Daniela hanno potuto godere del lavoro in studio del buon vecchio Bugo (e quell'improvvisa stasi di voci e rumoracci che interrompe sul più bello la frenesia liberatrice di “Lucienne” potrebbe benissimo portare la sua firma).
Le Motorama hanno il punk nelle vene e la loro musica non ha nulla di artefatto o di programmato a tavolino - rischio enorme nell'avvicinarsi ad un genere che fa della spontaneità il suo principale credo - e la saturazione degli strumenti che letteralmente inghiotte la voce in “Spastic Song” né la prova decisiva. La band ci tiene a rimarcare come l'album sia stato partorito “Live in Studio” ed effettivamente nei momenti migliori sembra di assistere ad una performance stirata e rabbiosa al “CBGB's” o al “Danceteria”, luoghi di culto della new wave newyorchese.
Particolarmente interessanti gli incisi strumentali di “Wild Girl”, l'incedere sfasato, conturbante e acidulo di “77”, a cui presta le tastiere Roberto Rizzo e che conduce l'ascoltatore in un universo sotterraneo per niente lontano dai Sonic Youth degli esordi. Bugo regala la sua presenza e la sua incapacità a controllarsi in “Nag”, sorta di blues drogato e pronto ad esplodere in una costellazione di feedback, nella tiratissima “Possession Call Me Not” e in “Bow-Shaped Lips” dove il rumore prende decisamente il sopravvento, accompagnato da una batteria scarna ed essenziale.

Ma queste sono semplici collaborazioni, chi conosce le Motorama sa che l'album è vera e propria farina del loro sacco, vi si riconoscono la furia, le nevrosi e il divertimento di base, come nell'autocitazionismo travolgente di “Motorama”, ritmica del rumore che diventa frenesia, mentre la voce si fa dolente e arrancante o come nella saturazione estrema della traccia nascosta, piccola perla tutta da scoprire.
Frutto maturo di una scena romana che può iniziare finalmente a venire alla luce, dopo anni di sotterraneo esercizio “per intimi”: e penso principalmente ai Noise from the Cellar e ai Masoko (già Masoko Tanga) qui ringraziati in calce. In “No Bass Fidelity” è avvenuto l'amplesso fra la scena romana e quella milanese - oltre a Bugo i R.U.N.I. e tutto il catalogo Wallace -; la cosa è per lo più passata inosservata, ma potrebbe essere l'inizio di un futuro elettrizzante. Per adesso mi godo l'album delle Motorama, e mi basta.



SUONI E RUMORI
Sergio Porracchia
Rock'n'roll sguaiato e ficcante innaffiato da litri di slabbrata attitudine punk.

Le Motorama sono tre ragazze romane (chitarra, batteria e due voci... niente basso) che dal 1996 si dannano dal vivo su palchi e palchetti dei locali di tutta Italia: una gavetta che si riflette in un esordio sulla lunga distanza che rivela solidità esecutiva e grinta da vendere.

Rock'n'roll quindi si diceva, ma di quello grezzo e dirompente: 13 tracce per poco più di 34 minuti di musica suonata a rotta di collo come se fosse l'ultima occasione della vita.

Rock'n'roll-punk nervoso, urlato, sciorinato con foga in bassa fedeltà. Il suono è "sporco" al punto giusto, la ritmica secca e martellante, la chitarra abrasiva, la voce a volte isterica altre quasi "blueseggiante". Una serie di canzoni rissose e trascinanti, estremamente seduttive.

Un gran bel disco ad alta infiammabilità (ma attenzione: leggere prima attentamente "avvertenze e modalità d'uso"). Produce Bugo.

RUMORE n. 135 apr. 2003
Manuel "manwell" Graziani - voto: High!
La prima cosa che sputano le casse del mio stereo è la vocetta sguaiata della cantante che ripete "Lucienne" in maniera ossessiva, l'affascinante fustigatrice della sei corde e la muscolare percussionista di pelli giocano a fare i Fall che coverizzano i Fugazi. "Spastic Song" è sudore che gronda da pelle bianca e molliccia, e mozziconi di sigarette sparsi ovunque, e lenzuola sporche mentre un improbabile tecnico aggiusta la scenografia di un film hardcore affondando il suo enorme Black & Decker. La partenza di "Nag" sembra una outta-take dei Folk Implosion imbottiti di psicofarmaci e vodka (sarà la presenza del campioncino Bugo che oltre a prestare ugola e feedback al pezzo in questione, produce l'intero album). "Drive Mary Home, Babe" è caro vecchio R'n'R rigirato come un calzino, messo a 90 gradi e sodomizzato con due colpetti ben assestati ("Possession" e "Call Me Not"). "Teenage Stomp" è una rissa a colpi di assorbenti e lucidalabbra tra Bikini Kill e Babes in Toyland. "Bow Shaped Lips" è la calma apparente delle cinque del mattino, cornetti fragranti che attenuano la fame chimica mentre tre belle facce a forma di punto interrogativo (Motorama, of course!) ti guardano basite. L'Anthem Motorama è il risveglio dopo una sbronza colossale, quando si ha bisogno di un altro cicchetto per affrontare la giornata. Spero abbiate capito che No Bass Fidelity è un fottutissimo album di sexy e sconquassato R'n'R e che 'ste Motorama sarebbero da sposare.

BLOW UP n. 59 apr. 2003
Fabio Polvani - voto: 8 consigliato a scatola chiusa!

La vita è sempre più dura per i bassisti in campo garage punk: le Motorama, tanto per chiarire la loro attitudine, mettono per iscritto questa esclusione anche nel titolo del disco con cui esordiscono sulla lunga distanza. Il discorso è strettamente legato alla fedeltà sonora, manco a dirlo 'bassa', anzi 'altissima' per sporcizia e aggressività (occhio alle bordate di "Spastic Song"). In azione quindi troverete la batteria di Laura, secca e incalzante coi suoi raddoppi di rullante, a cui fanno seguito i riff chitarristici che scorticano e trascinano di Daniela. Alla vocalist Elena non resta che gettare benzina sul fuoco, a partire proprio dai singulti di "Lucienne". Dato il contesto musicale e la formazione tutta al femminile verrebbe la tentazione di imparentarle con qualche gruppo riot dalle parti di Olympia, tuttavia, sebbene alcuni estremi ci sarebbero, è meglio concentrarsi sul loro essere 'selvaggiamente punk'. Cosa che alle tre ragazze romane riesce egregiamente, che sia con la foga di "Possession", "Call Me Not" e "Bow Shaped Lips" o con i timbri bluesy di "Nag" e dei quattro minuti di "Motorama". "Wild Girl" invece potrebbe essere valutata come la loro personale "Peter Gunn". A ciò va aggiunto anche un approccio più discordante che si esplica nella nervosa "Drive Mary Home, Babe" e soprattutto in una "77" che comunque si risolve in un refrain diretto. Produce e partecipa alla realizzazione dell'album il Bugo, folgorato sulla via del rawk'n'roll.

ROCKERILLA n. 272 apr. 2003
Roberto Calabrò - voto: eccellente
Ce n'è voluto di tempo prima che le "bambine cattive" della nostra scena rock'n'roll si decidessero a pubblicare il loro album d'esordio. Per la precisione, sette anni dal momento in cui le Motorama hanno mosso i primi passi e tre dal sette pollici "See You at Bouledogue", unica prova ufficiale fin qui realizzata dal terzetto capitolino, se si escludono demo e partecipazioni a raccolte varie. A quanto pare l'attesa non è stata vana ed è servita a Elena, Daniela e Laura per mettere a fuoco la propria formula sonora aggressiva e minimale, e a far maturare l'incontro con Bugo che da fan del gruppo si è ben presto trasformato in produttore, registrando le tredici tracce che compongono il programma del disco. Registrato in soli tre giorni "live in studio", proprio per non alterare l'essenzialità e la fisicità del suono Motorama, "No BassFidelity" è un grezzo manifesto lo-fi rock'n'roll al femminile. Un concentrato di canzoni contemporaneamente scarne e aggressive, rabbiose ed ironiche, che strizzano l'occhio a Demolition Doll Rods e Cramps - formazioni, guarda caso, con cui le Motorama condividono l'assenza di basso nella line-up - e che si candidano a diventare un piccolo culto underground. Senza la benché minima caduta di tono , le tre "wild girls" capitoline inanellano una serie di brani dall'impatto diretto e dall'irresistibile carica rock'n'roll con attitudine punk. La partenza al fulmicotone di "Lucienne" è solo un antipasto dei trenta minuti successivi, in cui le Motorama centrano più di una volta il bersaglio grazie al guitar-sound à la Poison Ivy di Daniela, al drumming potente ed efficace di Laura ed alla voce isterica di Elena. "Possession", "Drive Mary Home, Babe", "Motorama" e soprattutto l'instant-hit "77" sono i vertici di un album assolutamente incisivo e convincente.

AKTIVIRUS

Filippo Michelini

Purtroppo non ci troviamo di frequente a parlare di una rock'n'roll band tutta al femminile. Quando poi ci si trova di fronte a queste tre ragazze dal vivo, ci si accorge di quanto devastante sia il loro modo di proporsi. A loro non manca niente compresa quell'irruenza punk che cogliamo ancora adesso negli esordi di formazioni come Stooges. E arrivano finalmente al traguardo dell'album con 13 tracce quasi tutte registrate da Bugo,che ovviamente di musica buona se ne intende. Purtroppo, vuoi per i suoni un pò meno malleabili, vuoi per l'etichetta discografica diversa (no major) questo cd non avrà mai la fama e il lancio pubblicitario del disco del Sig- Bugatti. Ma Bar la Muerte è comunque realtà luminosa e viva nel microcosmo indipedente italiano e in questo contesto la produzione è condivisa con Vidaloca. Il titolo del disco si riferisce a un particolare curioso ma di effetto: le Motorama suonano senza basso e a un altro scontato: i loro brani sono volutamente scarni e violenti. Come le Demolition Doll Roads hanno questo particolare in comune e in più sembra abbiano anche quella missione di tener vivo il fuoco del rock'n'roll che invece da più parti si cerca di annacquare con brodaglie promiscue e poco concrete. L'album non poteva nascondere la vera attitudine della band quindi spazio a una registrazione in presa diretta, sembra avvenuta in soli tre giorni . Il suono risulta uguale a quello di un concerto dal vivo e le emozioni che ne escono sono quindi meno filtrate, anzi arrivano dirette e brucianti. La voce di Elena dimostra di avere quella grinta, e riprova ne è la sua decennale esperienza in prima linea ma la cattiveria chitarristica di Daniela e la soffocante ritmica di Laura sono a contorno di un lavoro praticamente ineccepibile. Gli apici dell'album li abbiamo in "77" dove un magico tastierista (quello dei R.U.N.I) appare e fa scintille ma anche "Lucienne" e "Drive Mary Home, Babe" sono esattamente quello che ci aspettavamo da questa formazione.

Classe No Acqua - Motorama No Bass

STEWEY'S STAR n. 4

Viene da Roma questo terzetto (recentemente divenuto duetto) tutto al femminile che ha ritenuto opportuno titolare il proprio full lenght di debutto con un gioco di parole che la dice lunghissima sulle proprie propensioni musicali LO-FI. Anche perché, come disse una volta un'altra band, che però si muoveva su coordinate “umoristiche” decisamente differenti “il basso non serve”. Neanche a dirlo, nel cd in questo il basso la sua mancanza non la fa sentire nemmeno un po', ed anzi sarebbe stato un pleonasma … e detto per inciso un pleonasma è una cosa come quando si dice “governo ladrone” invece di “governo”; questo perché poi non si abbia il coraggio di sostenere che Stewey's Star non anche e soprattutto una pubblicazione culturale di un certo rilievo. Le Motorama (nome evidentemente ripescato dal rinomato grezzissimo film americano) si cimentano nel rock'n'roll garage, quello che sporco nasce e tale va registrato, quello distante anni luce dalel produzioni americane “major” disgustosamente rileccate (e truccate col rimmel della bassa fedeltà , per artifizio, in studio) che di questo tempi infestano i migliori (e dunque nel vero i peggiori ) negozi di dischi. Ed il sound delle Motorama, letto in tale prospettiva, è una pesa lezione di purismo, arte neoclassica; l'apprezzarlo giustappunto per questo è né più né meno che un dovere morale. Non a caso chi si è occupato della registrazione è stato il Bugo, che per chi non sapesse è uno che ha fama di autorevole voce in capitolo nel “Lo-fi” biancorossoverde, i suoi dischi testimoniano.

Chiaramente ora chi mi ha capito lo suppongo già per strada, euri in mano, alla strenua ricerca di “No bass fidelity”; e che benedetto sia il nome suo. Però, dato che sono un tipo a cui piace godere di quel minimo set di certezze nella vita, pago a questo punto un tributo all'imponderabile aggiungendo qualche riga tramite il sempre efficace espediente dell' ipotassi ; siete quelli che “in Italia di rock'n'roll come si deve ce n'è come di panda che scopano”? siete quelli che “il reggae ai negri, la musica classica a mia sorella figlia di papà e soprattutto di puttana, il rock'n'roll a chi c'ha il cazzo e le palle sotto”? Curatevi, ne avete francamente bisogno: “No bass fidelity”, due tre volte al dì, dopo i pasti.


ROCK SOUND – SPECIALE PUNK n. 15

Stefano Gilardino – voto 4/5

E ancora Roma a regalarci una chicca di punk-rock lo-fi, a dimostrazione di una scena estremamente articolata e attiva. In attesa del primo lavoro su lunga distanza dei Taxi, concentriamoci sulle Motorama, trio femminile dedito ad un rock'n'roll dissennato e con reminiscenze garage e blues. Due chitarre e una batteria, voce da bambina impertinente, la produzione affidata a un maestro della bassa fedeltà come Bugo. Il risultato? Tredici pezzi che si riconciliano con il punk rock sguaiato e che lanciano il terzetto in cima alla nostra playlist. Grandissime!

IL MUCCHIO SELVAGGIO n. 532 6-12 maggio 2003

Federico Guglielmi

Sono già alcuni anni che, seppur con qualche vicissitudine di organico, le Motorama movimentano la scena rock romana (e non solo): un'attività sotterranea, ma tutt'altro che sommersa (nel circuito, il loro nome è piuttosto chiacchierato), che a seguire il 7 pollici di un paio d'anni fa ha adesso trovato più ampia e adeguata testimonianza in questo CD - attenzione, però: è in arrivo anche l'edizione in vinile - contenente dodici brani registrati "live in studio" con la supervisione di Bugo.

Presentato con un titolo che allude spiritosamente tanto al concetto di "bassa fedeltà" nel quale la band non può non riconoscersi quanto al fatto che la strumentazione del trio non comprende il basso, "No Bass Fidelity" è un album di notevole impatto, che riprende ed elabora con grandi competenza e feeling soluzioni settantasettine e schemi mutuati dalle più antiche radici del miglior punk'n'roll; ne deriva un suono ruvido, sporco, malato e lancinante, ben sviluppato in canzoni rese ancor più acide e nervose dalla voce isterica di Elena e per parecchi versi accostabili a certo punk "minore" fiorito in USA - soprattutto nell'area Californiana - sul finire dei '70. Al di là dei possibili riferimenti, comunque, una proposta fresca, eccitante e maledettamente pura: queste sono autentiche "bad girls", diffidate dalle imitazioni

MUSIC CLUB n. 132 – sett. 03

The Raven

Mi sono guadagnato la simpatia delle ragazze indovinando, la prima volta che ci siamo scritti, da dove han preso il proprio nome. Vabbè, lo rivelo, anche se poi i soliti rubagalline ci faranno gli sboroni sulle riviste per Tutti. Testuale, dall'e-mail: “… complimenti per essere tra i pochi al mondo che conoscono il film di Barry Shils! ebbene sì, il nome del gruppo viene proprio da lì”. Tra l'altro, in due parole, la pellicola tratta di un ragazzino che rubata un'automobile cerca di completare la parola “motorama” con le lettere dei buoni benzina per poter incontrare, come premio, l'attrice dei suoi sogni. In mezzo, ovviamente, il vaneggiamento più sfrenato. Quanto al trio muliebre capitolino, oggi ridotto a duo, è la cosa più fresca ed eccitante che mi sia capitato di incrociare da tempo. R'n'r di quello scarno o, come dicono in un loro volantino, primitivo, grezzo, esplosivo, minimale, punk, sexy'n'wild. Nel caso vi piacciano le Demolition Dolls Rod, allora so già che le adorerete. Nel caso pensiate che gli White Stripes siano la cosa più violenta e scorticata che abbiate mai sentito beh, allora compratevi No Bass Fi (e da lì risalite indietro nel tempo) e vi ricrederete. L'album è una spremuta di 13 canzoni (di cui la track finale sperimentale) in rapida successione, così secco e selvaggio che i titoli non servono (fareste dei distinguo sui primi dischi dei Ramones?) e la cui forza consiste appunto in un granitico blocco di fili di ferro e cocci di vetro. Grande r'n'r e sprezzo per l'alta fedeltà (dietro la console: Bugo), pochi accordi ben sistemati (la solita vecchia, benedetta storia del r'n'r) e strumentazione ridotta all'osso (voci chitarra e batteria in pratica; niente basso, come già fu per i Cramps. E per i B-52's a dirla tutta). No Bass Fi ha il fascino della cantina, dello scolo che esce dai cartoni del retrovicolo del bar, della birra da quattro soldi venduta in posti dove hanno ancora il juke box coi 45 giri, dei cessi coi numeri di telefono e gli improbabili virtuosismi sessuali scritti a pennarello sulle porte mezze scardinate e delle macchine scassate ma con gli sticker giusti. Poi ci sono anche i Buddha bar ma allora, probabilmente, avete sbagliato rubrica. We are Motorama and we're havin' fun! Imperdibile, già ristampato e disco del mese (anche se di mesi, dall'uscita, ne sono passati diversi).

SYA RECORDS Capinch

Ma quand'è uscito quest'album? Sono in ritardo? E sticazzi, ho visto suonare questo all-female duo al Festival Beat, mi hanno preso, l'ho preso ed eccomi qua a parlarne. Due note a prescindere: il disco è stato registrato quando la formazione era ancora un trio, con Elena adesso drums negli Intellectuals, alla voce; il disco è prodotto da Bugo (courtesy of Universal). Quest'ultima presenza si sente giusto un po' in qualche parentesi figlia della sua follia creativa ('77 e Devil's Fudge Cale i casi più eclatanti)  e in generale la sua impronta resta discreta e mai invadente. Le Motorama macinano punkrock malsano tra Slits, Bikini Kill, Stooges, cupo garagepunk moderno, sensazioni bluesly (come palesemente in Nag o nel buio pesto di Bow-Shaped Lips), grunge andato a male, e chi più ne ha più ne metta. Colori scuri, urla, bigmuff, wild girls, rocknroll….  

PASSIONE ALTERNATIVA

Questo terzetto romano tutto al femminile, conosciuto poco dal mondo del punk, ma molto dal mondo del garage, in questo loro disco (in passato avevano registrato solo ed esclusivamente su vinile e 7"), ci incantano con il loro amore per il rock'n'roll e per il casino più estremo. La voce sensuale e maledetta della cantante, rimbomba nelle mie casse, come un urlo spaziale in un completo silenzio. Tante forse troppe influenze per poterle scrivere tutte, diciamo che assomigliano molto alle Bikini Kill, con una parte melodica indirizzata verso il gruppo californiano delle Hole. Tra gli strumenti musicali, incredibile ma vero, le Motorama, fanno uso solo di chitarra e batteria, senza usare il basso, e nel sound generale dopo un pò lo si nota, il graffiante suono della chitarra, pompa che è una meraviglia, e le note realizzate dalla chitarrista sembrano "poesie musicali". La canzone simbolo di No Bass Fidelity è "Lucienne", dolce al punto giusto e acida quanto basta. Da ricordare infine anche il produttore di questo disco, nonchè proprietario dell'etichetta il Bar la Muerte, Bugo.
Conclusione : un suono speciale, brani tirati fino alla morte, e talento da vendere, queste sono le Motorama!

Voto : 10

SAN MARTIN REC.

David - Valenza Motown

Sono in due: una dietro la batteria e l'altra con a tracolla la sua "diavoletto nera", ma si fanno davvero sentire!!!
Dietro di loro si cela la mano e l'esperienza underground di un certo Sig. Bugo.
Subito dalle prime note si capta un punk rock deciso ispirato molto dalle melodie anni 70, con suoni distorti e acidi, ma nello stesso tempo psichedelici e potenti come i ritmi della batteria...
Meritano la menzione : "Spastic song" , "Wild girl" , "77", "Lucienne", "Possession" e la finale "Devil's fudge cake (666)".
Il mio giudizio e' decisamente a loro favore, meritano veramente l'ascolto visto che sono in due oltretutto donne... e questo ci fa un enorme piacere. Grandissime!!

Voto 10

IL TIRRENO
Guido Siliotto
Per gli estimatori del rock'n'roll più grezzo ed aggressivo, Motorama è senz'altro un nome da tenere bene a mente. Si tratta di tre ragazze romane (Elena alla voce, Daniela alla chitarra e Laura alla batteria), in pista dal 1996, che si divertono ad aggredire le orecchie di chi ascolta con raro e onesto piglio punk. Le canzoni di "No Bass Fidelity" (Bar La Muerte / Vida Loca), registrate in bassa fedeltà da Bugo, sono dodici tracce sporche e cattive da far suonare a volume alto, anzi altissimo.

BE NICE TO MOMMY – Apr. 03
Umberto D'Agostino
Ecco un gruppo che si è fatto davvero le ossa sul palco prima di arrivare al sospirato album. Sette anni di concerti e solo un singolo al loro attivo prima dell'incontro con Bugo, singolare personaggio che dalle produzioni indipendenti è finito su major nel nome di una "bassa fedeltà" a mio modesto avviso un po' artificiale, il quale però dimostra di aver perlomeno buon gusto e capacità dietro ad un mixer. Stiamo parlando delle Motorama, trio rock'n'roll tutto al femminile che da anni riscuote consensi nella Capitale, ma che lentamente ha avuto modo di farsi conoscere anche altrove. Punk '77, lo-fi blues, esplosioni di durezza ed un sound originale. Tre ragazze, una voce, una chitarra e una batteria. Il tutto su una macchina del tempo che ti spara dritto a venticinque anni fa, con un gusto così retrò che certe volte solo Roma sa offrire.

BASSA PUNKROCKERS
Jak
E siccome siamo una ‘zine alla moda non ci facciamo mancare nemmeno una recensione di uno dei gruppi “rivelazione punk garage” di quest'anno. Sembra proprio che piacciano a molti, queste Motorama, romane de Roma, e non solo perché sono ragazze. Effettivamente questo è uno dei rari casi in cui mi trovo a concordare con gente di cattivo gusto come Punkadeka o Rocksound, che hanno definito questo disco uno dei migliori ascoltati nel 2003. Ste tre tipe (ora sono rimaste in due) hanno il diavolo addosso, miscelano blues malato, garage punk e punk rock in 12 tracce in cui il ritmo non scende mai, tra urletti e giri blues ultra distorti… si chiama “No bass fidelity” perché non hanno il basso, solo in qualche traccia si avvalgono dell'aiuto di Bugo (sì, quello che doveva essere il Beck italiano ma in realtà risultò una ciofeca) alle tastiere o alla chitarra. So cosa state pensando, state pensando ai White Stripes: beh, forse ci si avvicinano, ma al massimo a quelli del primo disco, perché rispetto a “Elephant” le Motorama stanno su un altro pianeta! Assolutamente da sentire, non vedo l'ora di vederle dal vivo dopo che le ho mancate sempre per 2 secondi… Go wild girls go! (23/03/04)

HOT Francesca Ognibene

"No Bass Fidelity", il cd d'esordio delle Motorama, è puro Rock and Roll, scarno e senza basso. Il disco è stato registrato in presa diretta (come un live) al GiBulgaro di Cernusco (MI) da Bugo, impazzito per queste ragazze tanto da citarle sempre, nelle sue interviste come gruppo italiano consigliato. Canzoni senza pause, una sequenza fulminea e istintiva, ad iniziare da "Lucienne". Come dicono, nella esemplare "77", sono una macchina del tempo. Già! E se le canzoni sembrano a volte registrate su vecchi vinili impolverati, la loro freschezza e irriverenza le rendono attualissime.

Questi sono i dischi suggeriti dalle Motorama per HOT:

1. SUICIDE (1977) Suicide

2. THE STOOGES (1969)

3. CRYPT STYLE (1992) Jon Spencer Blues Explosion

4. NEVERMIND (1993) Nirvana

5. Q: ARE WE NOT MEN? A: WE ARE DEVO Devo

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