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MUCCHIO SELVAGGIO
Loris Furlan
Conosco in qualche modo la prorompente provocazione sonora a nome OVO, ancor più essendomi imbattutto in una delle sue caustiche e ludiche rappresentazioni "live", e un dubbio mi assale a proposito di questo secondo CD del duo Bruno Dorella e Stefania Pedretti (già con l'altra impertinente creatura no-wave al femminile a nome Allun): è sensato ridimensionare tale incontenibile, anarcoide energia improvvisativa, che si nutre quindi della propria assoluta estemporaneità live, nella marginalità e serialità di un disco? La perplessità rimane, ma per gli Ovo la questione è risibile. Meglio sovrapporla con la domanda che il simpatico e intraprendente boss della label Bar La Muerte ci propone quando prova a descrivere la propria musica: potremmo definirla caos-core? E direi che non potrebbe esserci definizione più appropriata per le dieci deflagranti frammentazioni che scorrono come un'unica malsana session di schizoide grind-core rumorista con deviazioni free-jazz (molto free!) supportata dall'onnipresente sax di Jacopo Andreini e dal batterista Capoccia. Che poi il tutto sia destinato all'autocombustione in meno di venti minuti sembra sia aspetto necessariamente fisiologico: gli Ovo sono esattamente così nei loro concerti (davvero encomiabile lo spirito "on the road" con cui hanno diviso tante serate italiane e americane con i bravissimi Rollerball) e così nel disco, tanto che in questo caso parlare di mini-CD ha un significato relativo.
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SUCCO ACIDO
BakuniM
E' un luogo misterioso. Si raggiunge attraverso sentieri luridi e infangati, sporchi di plastiche e residui di macchinari industriali (Boredoms) oppure altri, angusti e soffocanti, solcati da cavalcate epico-epilettiche di chissà quali bestie, assassine, feroci (Flying Luttenbachers), ed altri ancora, geograficamente più vicini alle nostre terre, deserti e straziati, colmi di 'oggetti', quasi fosse il dopo-bomba asettico di un qualche supermarket esploso (Allun). Un luogo misterioso dunque, e forse nemmeno uno. Questi può infatti assumere le sembianze - a vostro piacimento - di un palcoscenico teatrale spoglio, arricchito soltanto dalla presenza in scena di scarna strumentazione rock-jazz, e di quattro individui, all'occorrenza mascherati, quasi fosse un carnevale per pochi. Oppure, gli stessi individui potreste collocarli in tutt'altro scenario: ricordate la chiesa in rovina sul retro di Vae Solis, degli Scorn? è quello il luogo ideale in cui immaginare i nostri. Bruno Dorella, Stefania Pedretti, Jacopo Andreini li conosciamo sin troppo bene, è quindi inutile dilungarsi. I loro Ovo non hanno perso tempo: si sono già fatti conoscere in Italia e non solo - la loro dimensione è dal vivo, come si sottolinea tra le note di copertina - e così l'ovetto free-noise italiano se ne è già volato qua e là per il globo, dagli USA alla Macedonia, riscuotendo sorprese, facce storte e insperati successi. Questo Vae Solis è una sorta di EP celebrazione per la fine del loro tour, e la fine di una fatica diventa festa, la festa per i nostri è baccanale e orgia, sorta di stupro acustico pianificato, e nessuno lo capirà questo senso di fine urlata, di gioia del finire, suprema auto-coscienza dell'io e del tempo passato/passante. Nessuno. Li insulteranno. Li sfregeranno di appellativi non loro, né per loro né a chi come loro. Non ascoltateli. Vae Solis è un EP per chi è pronto ad amare Bruno, Stefania, Jacopo e tutti gli altri soprattutto per le loro persone e per le loro vite, più ancora che per la loro musica.
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RUMORE
Vittore Baroni
Sempre più indaffarato Bruno Dorella (già Wolfango, ora anche con Ronin, Lava, Bugo, Brusaschetto...) da quando ha scoperto la formidabile alchimia improvvisativa che lo lega alla cantante Stefania Pedretti (delle Allun) nel progetto Ovo: immaginate una giovane Yoko Ono incazzata in compagnia di un batterista avant grindcore in cattivo viaggio acido. Due cd usciti in contemporanea fotografano un momento ferocemente creatico per il duo. [...] Ulteriore conferma della virulenta carica degli Ovo è il mini Vae Victis (una ventina di minuti, la durata media delle loro intense esibizioni), registato live in studio con ancora in testa i ricordi di unlungo tour che ha portato Bruno e Stefania attraverso l'Italia e poi in Grecia, Bulgaria e Turchia, accompagnati da acopo Andreini (perlopiù sax) e dal batterista hardcore Capoccia. Caos con cuore (caos-core), da cogliere prima che come un tornado si dissolva o svanisca all'orizzonte.

www.rockit.it
di Massimiliano Osini
Reduci da un anno vissuto intensamente attraverso tre tour memorabili (nei Balcani, in Italia e negli Stati Uniti) gli Ovo si preparano a vivere questo 2002 altrettanto intensamente pubblicando tre cd a testimonianza di quelle esibizioni. Il primo si intitola “Vae Victis” ed è stato registrato in un’unica session in studio durante il tour che ha portato la band a viaggiare tra Grecia, Bulgaria, Macedonia e Turchia, cercando di ricreare l’atmosfera che poteva essere respirata durante quelle date.
Immaginate dunque di assistere a una jam improvvisata tra Lydia Lunch, John Zorn, King Buzzo dei Melvins e Mick Harris dei primi Napalm Death. In realtà i musicisti non sono solamente italianissimi, ma sono anche in grado di riassumere con le loro esperienze passate una buona fetta dell’underground più virulento che la penisola abbia conosciuto. Questa esperienza paga soprattutto nella definizione di brani che trascendono l’improvvisazione per proporre una propria identità strutturale. Basti ascoltare “Nel bel mezzo del cortile dell’ex carcere femminile” o “Bufera di neve” per rendersi conto che l’ispirazione e l’intesa possono essere molto più utili di numerose ore di prove e affinamento.
Inoltre, in un’epoca di elefantiasi produttiva come quella che stiamo vivendo, i 19 minuti scarsi di questo cd, rappresentano una misura encomiabile sulla quale misurarsi. Un disco molto istruttivo, per chi intende animare l’underground contemporaneo. ^Top

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