Rockerilla
Michele Casella 8/10
È davvero un periodo iperattivo per la coppia d'oro dell'underground italiano: se Stefania Pedretti ha da poco pubblicato l'eccellente esordio con l'alias ?Alos, Bruno Dorella non ha mai lasciato i suoi mille impegni discografici e la conduzione dell'etichetta Bar La Muerte. A questo bisogna anche aggiungere il nuovo (intensissimo) tour europeo che li terrà occupati fino a metà maggio per promuovere la loro nuova creatura artistica a nome OvO. Composto da otto tracce assolutamente urticanti e fuori controllo - come nello stile iconoclasta del duo - "Miastenia" è il primo album della band ad essere pubblicato su LOAD pur restando una produzione prettamente e fieramente italiana. Il lavoro sulle percussioni resta ancora un tratto immediatamente riconoscibile ed indicativo del suono OvO, forse il principale elemento di trasporto psichico in una musica che richiede un coinvolgimento completo e senza compromessi. Le forzature strumentali e gli inserti di provenienza estrema (come i chitarroni in "Due Paia Di Cuori" e nella title-track) fanno parte di un'estetica personalissima e caratterizzante, che si intreccia a soluzioni ben più articolate e cerebrali; è ovviamente necessario un ascolto curioso e privo di pregiudizi, che può essere stuzzicato dal singolare uso della voce che la Pedretti continua con successo ad esplorare. Rauca o soffocata, puerile o aggressiva, la sua interpretazione risulata sempre autentica e fuori dall'ordinario, proprio come la musica di questa band, orgoglio nazionale per pubblici recettivi.
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Blow Up , may 2006
di Daniela Cascella
A due anni di distanza dalle convulsioni di Cicatrici gli OvO mescolano di nuovo le carte in tavoli, forti di un’accresciuta consapevolezza rispetto a sfaccettature sonore filmiche nei Ronin, oltre all’incisiva essenzialità percussiva dei Bachi Da Pietra; Stefania, cresciuta con le Allun, ha affermato ancor di più l propria identità artistica nel recente disco a nome ?Alos. Il verbo unico e coeso degli OvO si tinge di tonalità inaspettate, in un lavoro attraversato da contrasti di luci e ombre drammatici- ben venga dunque l’attenzione di un’etichetta prestigiosa come la Load.
“Miastenia” parte fulminante con Anime Morte e Fobs Unite, frecce di drumming sfrenato e graffi vocali. In Coco i suoni si diradano e lasciano spazio a una cantilena appoggiata su scheletri ritmici sghembi, la voce di Stefania a tratti si fa filiforme stridore che quasi trascende l’udibile. Spietata e stregata è Voodoo, tutta tesa ad assecondare ritmi prosciugati a cui il violino detta una danza, prima lenta poi di nuovo vicina alla frenesia. Meravigliosa Rio Barbaira, che riecheggia di un’antichissima ninnananna la cui melodia emerge attraverso devastazioni sonore ravvivate dal soffio di un’armonica. Un accumulo di tumulti, visioni e passioni che sfocia nelle acque insidiose di Miastenia, per Bruno e Stefania emblema di effetti perduti e punti nevralgici emotivi messi a dura prova: venti minuti di doom declinato secondo lo stile OvO, con slabbramenti strutturali e una voce sempre pungente e viva scolpita su riff imponenti. A metà del brano affiora un soundscape inquieto, divagazione texturale di impercettibili rumori di fondo, cortocircuiti sonori, risonanze ed echi, un’irrequietezza ovattata prima che l’incubo riprenda negli ultimi sette minuti che convergono e implodono su un lento e lacerato trascinarsi delle note. In “Miastenia” c’è il suono più cupo e magmatico prodotto dagli OvO, introversi, raccolti, mai però domati. (8)
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Rolling Stone , june 2006
di Manlio Benigni
Coerente con la follia sonora e la libertà di improvvisazione degli OvO, Miastenia non fa in tempo a iniziare che piomba l’ascoltatore in medias res: una sorta di hard rock feroce e sgraziato, con la voce di Stefania Pedretti e le possenti percussioni di Bruno Dorella già a pieno regime in Anime Morte. Tra tribalità alla Creatures, cupi arrangiamenti per archi e vocalizzi tra Diamanda Galas e Yoko Ono, Miastenia non sembra affatto corrispondere alla malattia caratterizzata da debolezza muscolare che lo intitola. Piuttosto, a giudicare dal rumorismo nella colossale suite eponima, emerge una spasmodica esigenza espressiva, all’interno di un disco non pienamente a fuoco, ma ricco di caos vitale.
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Rumore, may 2006
di Raoul Duke
La prima novità è che Mistenia, il nuovo e distruttivo album degli OvO, esce per la Load records di Providence, l'etichetta che ha regalato al mondo la forza brutale che sono i Lightning Bolt. La seconda novità è che la forma raggiunta dal duo milanese è compiuta, densa, prende allo stomaco e scuote la mente. E' una forma che scardina le convenzioni di "metal" e "noise", intesi nella più ampia delle accezioni possibili, e le confonde una nell'altra e sfodera un'arma senza prezzo, la voce di Stefania Pedretti: versatile, fa spola tra la ninnananna più spaventosa che vi abbiano mai cantato e un ringhio acido e feroce. Dietro, Bruno Dorella picchia duro sui tamburi, un percuotere che riempie l'aria e la fa vibrare grazie alla registrazione estremamente cruda e verace, che conserva lo spessore ambientale dello studio, che fa ansimare Miastenia. Ok- ma se tutto questo assomiglia a qualcosa, a cosa assomiglia? Se avete amato Unsane, Melt Banana e Swans non faticherete a trovarne tracce sparse, ma la mutazione obbligata a cui viene sottoposto tutto ciò che entra nel "sistema OvO" è evidente in ogni momento dell'album. La crudezza porosa, la tensione accumulata nelle botte date alla cassa e rilasciata con la voce infernale di Stefania, i pieni e i vuoti che hanno uguale importanza e si annullano di volta in volta a vicenda. In tutto questo sta il cuore di Miastenia. Un cuore affaticato che però va avanti e continua a battere.
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Muz, april 2006
di Guido Siliotto
Bruno Dorella è senza dubbio una delle figure centrali del nostro rock e, se ce n'era bisogno, l'ha definitivamente dimostrato coi suoi ultimi progetti, Ronin e Bachi Da Pietra. Dopo il recente disco solista di Stefania Pedretti dietro lo pseudonimo ?Alos ecco i due tornare assieme negli OvO, cercando di dare un seguito al superbo Cicatrici. "Miastenia" è il titolo del nuovo cd, pubblicato non per Bar La Muerte, l'etichetta creata da Dorella per la quale hanno visto la luce i precedenti lavori, bensì dall'americana Load records, a conferma della popolarità raggiunta oltreoceano dal duo grazie ad alcuni interminabili tour. Avvolta da una copertina con le solite angoscianti figure femminili disegnate da Stefania, ormai uno dei tratti distintivi dell'ensemble, la musica, anche in quest'ultima fatica, si muove in bilico tra improvvisazione e composizione. Al solito, fa leva sulla ritmica che scaturisce dalla scarna batteria percossa da Bruno, ma stavolta sono soprattutto le distorsioni della chitarra strapazzata da Stefania e la sua inquietante vocina, una sorta d'incarnazione di qualche incubo infantile, a giocare il ruolo da protagonista. E' il grind-core insostenibile di Anime Morte e Fobs Unite ad aprire le danze, cui fanno seguito la nenia sferragliante di Coco e l'ansiogena Voodoo, fino a chiudere con l'ultimo delirio, i venti minuti dell'apocalittico brano eponimo. Teso e cupo, un altro tassello prezioso nell'evoluzione stilistica di questa imprescindibile formazione.
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www.freakout-online.com, august 2006
di Vittorio Lannutti
Stridenti, sperimentatori e più noise che mai, i coniugi Dorella-Pedertti continuano con il loro percorso artistico estremo e senza compromessi. Bruno Dorella (factotum della Bar La Muerte) martella la batteria, mentre la moglie con una voce roca e che proviene direttamente dalle viscere della terra, tanto da pensare ad accostamenti con la Galas, accompagna i brani musicali biascicando e aprendo varchi di terrore archetipici nell’inconscio dell’ascoltatore. “Miastenia” si differenzia dal penultimo “Cicatrici”, in quanto se in quel Cd la sperimentazione era arrivata all’estrema continuità strumento-essere umano, in questo, oltre a fare un viaggio all’inferno, gli Ovo tentano, riuscendoci brillantemente, di osare dove altri terroristi sonori non sono arrivati. Di fronte a “Miastenia” diventano pop tanto i Sonic Youth, quanto i Neurosis, peraltro rievocati nell’epicità dei venti minuti della conclusiva title-track. Il noise degli Ovo, in questo ultimo lavoro prova a coniugarsi con il trash, date le chitarre stridenti a partire da “Anime morte”, ma noise e trash trovano la loro fusione ideale in “Mammut” dove il ritmo forsennato sorregge la voce scartavetrata e assolutamente dannata di Stefania Pedretti. “Miastenia” sarà particolarmente adatto per la notte di Halloween, soprattutto per coloro che vorranno realmente festeggiare le streghe e non semplicemente divertirsi.
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The Wire #270, august 2006
di Edwin Pouncey
Italian noise rock duo OvO's vocalist Stefania Pedretti's voice is a screwed up ball of tension that suddenly explodes into a caterwaul of post-punk energy before withdrawing back inside its bolthole. The explosions of percussionist Bruno act as the perfect foil for such intense vocal gymnastics. Elsewhere OvO show their softer, stranger side on "Rio Barbaira", an asthmatic stroll into the unknown which is only kept from floating away altogether by some ghostly harmonica. Miastenia's high point is the opening section of the long title track, where Pedretti's Riot Grrrl shriek transforms into the low rasping cackle of an old witch - replete with a suitable taildragging drone as accompaniment - before the duo dive into an extended passage of experimental tinkering.
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Kathodic
di Girogio Pace
Al quarto disco gli Ovo (Bruno Dorella e Stefania Perdetti) sembrano centrare l’obiettivo del disco di canzoni, appena abbozzato sul precedente 'Cicatrici', pur distruggendolo su canone interno: ad un primo ascolto ‘Miastenia’ potrebbe rivelarsi un disco incompiuto, incentrato su una sorta di metal piuttosto monocorde che tenta di rifarsi aggrappandosi ad una voce che alla lunga risulterebbe abbastanza irritante. Ad una seconda analisi, gli Ovo raggiungono il perfetto compromesso tra picchi isolazionisti (quelli che abbondavano in 'Cicatrici') e spunti metal-noise di una lentezza esasperante. Non a caso i riferimenti del disco tracciano i propri percorsi nei solchi opprimenti del doom e nelle implosioni deliranti dei Boris, il tutto trasfigurato nella teatralità vocale di Stefania che in questo disco ha l’opportunità di scandire in ogni sua piccola parte il dramma grottesco della fisicità, coadiuvata da un Bruno Dorella quasi asfissiante nell’incedere compresso del suo drumming che alterna momenti puramente hardcore (Anime Morte, Fobs Unite) a deliranti jam doom (Miastenia), tutti tesi a definire quello che in ultima analisi ci sembra la perfetta via di rappresentazione psicodrammatica in musica. Il tutto gentilmente offerto (ed era ora che si sentisse la voce italiana anche all’estero) da casa Load.
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boomkat.com
AARGHGHGHGHHHGHG. That was my scream, I’m not so good at it yet, I’m still perfecting it and I think I need to ingest some more toxins before I’m going to able to achieve true greatness. Stefania, the vocalist from Ovo however, she’s a lady that’s got it nailed, so much so in fact that her blood curdling gargles remind me of the small killer dwarf who pokes his or her head up in so many Italian horror films, not that they ever have a voice but if they did I’m sure they’d sound like Stefania. Imagine if Melt Banana were Italian rather than Japanese and they had a selection of broken guitars and amplifiers at their disposal and you’ll have some idea of what Ovo sound like. It’s disintegrated, destructive, disembowelled and sometimes difficult, and that’s why you need to own this record. Yet another example of how Load are totally owning the scene right now, Miastenia is an oddity you should house under lock and key.
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Rocklab.it
'Miastenia' è semplicemente un lavoro di compressione sonora, amplificato nelle sonorità che lasciava trasparire dal precedente 'Cicatrici', ovvero le istanze metal-noise. E l’intero disco quindi è il manifesto sonoro di tale scelta, quella di suonare nel tipico impianto Ovo una dose abbastanza considerevole di doom/sludge: un perfetto disco di genere, dove nulla è mai preso sul serio (davvero, se uno dei punti di riferimento sono i Carcass vi mettereste mai a fare paragoni?) e dove le varie caratteristiche dei personaggi che compongono Ovo possono essere tirate fuori senza nessuna remora: il drumming ossessivo di Dorella, Stefania Pedretti che dà voce a tutto il suo repertorio grottesco, le influenze no wave della chitarra e violoncello, le ombre sludge del pianoforte, e una nuova ritrovata vena metal al di là di tutte le teorie d’avanguardia che possiate tirar fuori. 'Miastenia' è un disco fisico, puramente muscolare (e non vuole essere altro) e sfinito nell’arrivare alla fine. Magari abbastanza verboso, questo è concesso. Ma una roba così non poteva far altro che trovare casa alla Load. ^Top 
rockON
Noi italiani, guerrieri scherniti e fustigati da un mondo troppo crudele, troppo veloce. Noi continuamente attivi, noi alla ricerca della perfezione che non arriva mai. Guardiamo gli Stati Uniti con una discreta, evidente, ingordigia perché in fin dei conti loro sono così avanti, tanto cool, disgustosamente cool. Mastichiamo amaro perché consapevoli delle nostre pecche, consapevoli delle nostre maldestre abilità, consapevoli di essere musicalmente inferiori. Ci sbagliamo e, quasi sicuramente, continueremo a sbagliarci. Forse c’è davvero bisogno di Bruno Dorella (Bachi Da Pietra, Ronin nonché fondatore e boss di quell’immensa catena underground quale BarLaMuerte Records) e di Stefania Pedretti (Allun, ?Alos) per capire quanto può dare l’indie-rock italiano al panorama internazionale, quante soddisfazioni può regalarci la musica italiana. C’è davvero bisogno degli OvO.
Due eroi mascherati che girano l’Europa, l’intero globo terrestre. Oggi la loro sfida si chiama Load Records, oggi la loro prova ruota attorno a quei nomi tanto famosi, Lightning Bolt, Yellow Swans, Sightings, Vaz, The Usa Is A Monster. “Miastenia” è il terzo album degli OvO, il debutto sull’etichetta discografica di Providence, il miglior debutto internazionale che i due si potessero auspicare. “Miastenia” è l’arte di Bruno Dorella (timpano, rullante, piatto, basso), la passione di Stefania Pedretti (voce, chitarra, violoncello, pianoforte, armonica). “Miastenia”, otto tracce, quaranta minuti, lingue di fuoco, colate di lava che sciolgono le violenti, assordanti, turbolenze noise. “Mammut” è il doom degli OvO, il drumming nevrastenico, esagitato, infuocato, fiammate tossiche che innalzano la cenere. I fantomatici cambiamenti vocali di Stefania ci ammaliano, ora dolcissimi, ora al limite dell’isteria. “Rio Barbaira” è la nenia dell’album, un’armonica accompagna le lacrime poetiche del duo italiano. Poi i venti minuti di “Miastenia”, le scurissime, acuminate, lame indemoniate si sfibrano e si alternano al rumorismo “free”.
Gli OvO si rifanno il look, approdano alla Load Records, esportano il proprio sound e mettono da parte quei caldi, squisiti, minestroni no-wave e free-rock che avevamo degustato solo pochi anni fa. “Miastenia” è il capolavoro firmato Dorella-Pedretti, l’inizio di un nuovo percorso musicale. Ovviamente, viva l’Italia.
di Francesco Diodati
VOTO 10/10
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sands-zine
Arrivati al quarto full-lenght vero e proprio, gli OvO ottengono quello che tutti noi stavamo aspettando (o meglio ci eravamo augurati): l’attenzione di un’etichetta importante, forse attualmente, la più in vista nel panorama indie statunitense e quindi mondiale, ovverosia la Load records. Anni e anni di concerti suonati ovunque, di sudore versato, di sacrifici fatti, di viaggi al limite del possibile, nonché di svariati dischi e collaborazioni (in definitiva, di una vita votata all’attività on the road), hanno dato il loro frutto. L’attenzione dell’etichetta di Providence verso gli OvO conferma due cose: la qualità della band italiana e la bontà della label che dimostra non solo di avere ancora i colpi in canna ma anche di saperli bene utilizzare; non adagiarsi sugli allori e mantenersi sempre vigile non è da tutti e la Load va sicuramente elogiata per questo. Anche se questo approdo ad un’etichetta rinomata, ai miei occhi, non è ancora abbastanza (per quello che gli OvO si meriterebbero), è comunque una tappa doverosa e una soddisfazione che i nostri si dovevano togliere.
“Miastenia” riprende il discorso da dove lo avevamo lasciato (cioè il precedente lavoro “Cicatrici”) completando innanzitutto quel percorso d’intimità intrapreso in quella occasione: Bruno Dorella e Stefania Pedretti si chiudono a riccio escludendo ogni tipo di collaborazione e/o intervento esterno, anche il più minimo. In seconda battuta, pezzi come anime morte, fobs unite e mammut ripropongono veloci assalti hardcore uniti alla potenza che sappiamo (tornare a “Cicatrici” ma anche all’album “Vae Victis”); basterebbero queste tracce a testimoniare la potenza del suono OvO e invece Bruno Dorella sfodera in voodoo un bel po’ di arti nascosti, producendosi in una cavalcata drummatica straordinaria, su cui si innesta lo sviluppo dell’elemento psycho messo in scena dalla voce e dal linguaggio alieno di Stefania; questa tensione emotiva è poi il leit-motiv anche di coco, splendida nenia condita da allucinanti squarci sonori.
Se poi non riuscite a spiegarvi la scelta di un titolo come “Miastenia” (che, per inciso, è una malattia che colpisce le sinapsi neuromuscolari e causa debolezza), ascoltatevi allora la jam omonima posta alla fine dell’album che da sola copre più di mezzo disco, in cui gli OvO fiaccano letteralmente l’ascoltatore con ritmi ‘pensati’ e pesanti, proposti con quella lentezza greve da far invidia a gruppi come Melvins.
Il quarto disco degli OvO rappresenta l’equilibrio perfetto tra il lato più oltranzista e quello più cerebrale e ‘sfumato’ della band che mai come in questo caso colpisce per la straordinaria intensità prodotta: basta tendere l’orecchio alle già citate coco (un suono e una produzione davvero eccellente), voodoo (arricchita dal violoncello) e rio barbaira (meravigliosa ballata con tanto di armonica) per rendersene conto. Uniti formano il disco perfetto.
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Il Mucchio
Difficile spiegare che cosa si debba aspettare il neofita che si avvicina per la prima volta alla musica degli Ovo. Il duo costituito da Bruno Dorella e Stefania Pedretti porta avanti da parecchi anni un discorso che, prima ancora di assumere specifiche declinazioni stilistiche, incarna l’idea di una improvvisazione totale affidata a tamburi, corde e voce; improvvisazione dalle prospettive piuttosto ampie e poco definibili il cui unico punto fermo pare consistere nel carattere estremo della musica proposta e nell’alto volume dei suoni. Approdati alla statunitense Load, punto di riferimento imprescindibile per i seguaci delle declinazioni più avventurose del noise, i due traducono il suddetto approccio in una serie di scheletriche strutture su cui i vocalizzi stralunati, “posseduti” e volutamente irritanti della Pedretti (una Diamanda Galas dalla tecnica molto limitata, che tuttavia non sembra spaventata alla prospettiva di esplorarne i limiti) dettano la trama, sono d’obbligo le virgolette, “melodica”. Più fruibile di quanto non possa apparire sulla carta, e tuttavia sufficientemente estremo, “Miastenia” è un disco che per definizione non è facile giudicare. Se il parametro di valutazione è la totale libertà formale, a prescindere da qualsivoglia condizionamento esterno, possiamo affermare che si tratta di un buon disco. Qualsiasi mossa di avvicinamento che parta da altri presupposti va effettuata con estrema cautela (www.loadrecords.com).
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Foros Muzikalia
Un matrimonio italiano que hace metal y rock oscuro y que acostumbra a actuar con máscaras y demás parafernalia circense (pose arty obliga -porque vende). Ella es una bruja que parece poseída por Satán y él su fiel lacayo metiendo cizaña con la batería. Este es su primer disco grabado en los EE.UU., un artefacto gótico emparedado en muros de guitarra (Anima Morte o la estupenda Mammut) o expresándose libremente en piezas más irónicas y aireadas como CoCo (fantástico tanto el trabajo vocal de Stephania Pedretti como el de su marido con las baquetas). En medio, un precioso intervalo romántico titulado Rio Barbaira (es de recibo citar también la efectiva inclusión de violines y cellos en varios de los cortes, este incluido), y para terminar, el tema que da nombre al disco, Miastenia: un tremendo colofón de más de 20 minutos de penumbra y mal rollo no apto para pusilánimes. Cuando finaliza a uno se le queda el cuerpo como si realmente padeciese esa enfermedad. Aún con sus muchas debilidades, recomendable (especialmente si se sintoniza con este tipo de música, cosa difícil).
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The Underground Express
OvO - Mammut
OvO - Voodoo
OvO are a husband and wife who are comfortable with each other and don't mind making a shitty mess cause they've been together so long. Stefania (they're from Italy!) doesn't like to house clean so the family room floor is filled with sludge and old Melvins CD's. They tried to channel all the mess into a recording called Miastenia and I think it worked because now they tour in masks and dreadlocks, ever since the year 2001. This odyssey took them through Europe and America but this is the first release that has a record company parent in the US. Let's hope they remain negligent because without the sores this might not be threatening. But so far they are base and that scares me. Good.
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Relativetheoryrecords.com
Sounds
Ovo- Miastenia’s definitely a fits in with the rest of Load Records catalogue. They mix Unnerving Noise, Metallic Clangs, Fast, near Metal style drumming, doomy sections, and free time improv bits all into an experimental soup. All these things are held together by Stephania Pedretti’s vocals, which never repeat an idea. She would do Mike Patton proud with the number of vocal acrobatics oo this album. She emits guttural growls, high-pitched screams, wavering falsettos, paranoid whispers, even some singing and about a thousand other sounds, that I don’t have the vocabulary to describe. She comes off as if Kim Gordon’s Psycho sister had a love child with Yamatsuka Eye.
If that’s all too long to read then here’s the short version:
This sounds like Deerhoof in the apocalypse. ^Top

Losing Today
Due considerazioni nascono immediate dal primo impatto con gli Ovo: la prima è che sono solo in due, e a giudicare dalla mole di caos sonoro che riescono a sviluppare, non si direbbe proprio.
La seconda è che il proprietario della simpatica voce catacombale che si esibisce con uno screaming degno del miglior metallo estremo (vedi ad esempio alla voce: Carcass) è una leggiadra fanciulla.
L'apertura affidata a un muro di granito in stile Melvins (luminosamente intitolato Anime Morte), cui segue una stilettata che sembra prelevata direttamente dai Fantomas, fa già nascere la curiosità di approfondire; quando il terzo brano spiazza con il docile cantato appoggiato su un nudo sfondo di inquietanti scricchiolii, la curiosità cede il posto all'attesa di cosa verrà poi.
Aspettativa non delusa, perché "Miastenia" riserva altre sorprese: nella tribale Voodoo sono le essenziali percussioni a occupare la scena, con gli schizofrenici vocalizzi a fare da accompagnamento; Rio Barbaira si presenta invece come una sorta di ballata da deserto nucleare.
Arrivati alla settima delle otto tracce, ci si accorge di essere solo a metà dei quaranta minuti del programma: e infatti la conclusiva title track è una lenta, delirante scalata di venti minuti alle
montagne della follia, in cui Stefania Pedretti (già con nelle Allun) dà sfogo a tutto il suo estro interpretativo, tra ruggiti sommessi e grida da manicomio, imbracciando il violoncello o seduta dietro al pianoforte, mentre il suo compagno di strada prosegue nel monolitico lavoro percussivo.
"Miastenia" segna l'affermazione del duo milanese nel campo di una certa musica estrema, mostrando anche gli italiani possono dire la loro. ^Top

SentireAscoltare.com
Teatrale e imprevedibile. Se proprio si dovesse riassumere in una manciata di aggettivi (speriamo non ce ne sia mai bisogno!) la musica del duo italiano, questi sarebbero senz’altro i più pertinenti a descriverla. Il coinvolgimento emotivo che suscita la violenza ai limiti dell’eccesso del linguaggio musicale utilizzato da Bruno Dorella e Stefania Pedrelli sfiora, accarezza la follia in un vorticoso spingersi verso sonorità aliene e alienanti, sfogo estremo di un decadentismo fuori tempo massimo.
Miastenia, terzo album degli OvO, primo ad uscire per l’etichetta Load, è molto diverso da Cicatrici, suo predecessore, non nella progettualità, quanto nel sound. L’approccio violento, lontano da qualsiasi compromesso con la “piacevolezza” trova espressione, questa volta, nei terrificanti vocalizzi di Stefania (a metà tra la voce de L’Esorcista e quella di un qualsiasi vocalist di una band norvegese di black metal) e nel drumming “pesante”, parente stretto del doom, scelto da Bruno, con l’aggiunta di bassi/chitarre tanto compressi da trasformare la natura stessa degli strumenti a corde.
Lo pseudo-death metal di Anime Morte è assolutamente spiazzante, Fobs Unite sembra scimmiottare l’hardcore punk nei suoi tiratissimi 30 secondi. Poi, improvvisamente CoCo, una filastrocca follemente ipnotica, che viene squarciata letteralmente dai suoni di nuovo pesanti e taglienti della successiva Mammut. Miastenia è tutto un alternarsi di scariche di violenza sonora e riposi schizoidi, che conduce al lunghissimo epilogo della title track: venti minuti di orrorifico dark-doom. I raggelanti riff metallici e la lentezza inesorabile della batteria fanno da sfondo alle urla disperate, sataniche, della Pedrelli, attrice protagonista di questo teatro dell’orrido che sulla lunga distanza trova migliore compiutezza e coerenza. Figuriamoci dal vivo…(7.0/10 ^Top

Kindamuzik.net
Ovo bereidt vanuit Milaan een aanslag voor op uw trommelvliezen. Hun nieuwste kleinood heet Miastenia en komt uit op noiselabel Load, dat met paradepaardje Lightning Bolt toch wel serieus aan bekendheid gewonnen heeft. Terwijl Bruno de vellen van zijn drumstel geselt, houdt zijn kompaan Stefania zich bezig met gitaar, cello en viool en overgiet daarbij het geheel ook nog eens met een hysterisch vocaal sausje.
De drumpartijen zorgen voor een stabiele ondergrond waarop hectische muzikale elementen losgelaten worden. Muzikaal houdt dit het midden tussen trage sludgemetal en ultra-zenuwachtige, spastische muziek waar Arab On Radar vroeger een patent op had. Het is maar waarop je de nadruk legt! Maar tussen de extreme geluidsuitbarstingen vindt het tweetal ook nog plaats om zich van een meer ingetogen, doch minstens even experimentele kant te laten horen. Daarvan getuigt onder meer ‘Rio Barbaira’ waarop een mondharmonica prompt de rust doet neerdalen op Miastenia.
Het afsluitende titelnummer is nog wel de meest indrukwekkende passage. Met zijn twintig minuten is het nummer verantwoordelijk voor de helft van de speelduur van Miastenia en geeft het een goede kijk op waar Ovo nu eigenlijk voor staat. Drummer Bruno legt de basis voor een trage, structurele ondergrond waarop Stefania prompt haar vocale demonen ontbindt en zich wat met haar gitaar amuseert. Ook al is Miastenia niet baanbrekend, toch getuigt de plaat van Ovo’s interessante kijk op noise.

Fakejazz.com
That Miastenia is Ovo’s first American full-length release may not be a full-fledged travesty, given that they’ve only released three albums in their native Italy, and that a split with Rollerball was co-released by Oregon’s Torture Music Records. Still, as someone’s grandfather might opine, is it a gosh-darned shame. The Milanese duo, often operating with barebones instrumentation, play rock music that’s simultaneously primal and post-apocalyptic, sometimes unabashedly simple, but never Neanderthal.
Bruno Dorella and Stefania Pendretti formed Ovo in late 2000, and their original output was wholly improvised, typified by their debut, Assassine, issued on the band’s own Bar La Muerte imprint. Very quickly, the duo’s music gained girth, and they worked in what they’ve termed “chaos core,” which combined the speed and intensity of grindcore with the freedom of improvisation. Having later moved on to at least partially composed performance, Ovo’s contemporary attack feels more streamlined, and the band’s songwriting uses powerfully minimal language to make forceful and compelling music. Much of Dorella’s percussion is played out on a floor tom and ride cymbal, with snare added for occasional punctuation. He often plays at an achingly slow pace, with infrequent and unadorned fills, or with a vaguely tribal urgency on the faster (but no more needlessly complex) of the album’s tracks. Pendretti’s guitar is a tortured beast, its tone cutting like a blade dirty with a decade’s worth of grit, grime, and gore. Chords and notes give way to a rhythmic riffing, and like her partner’s percussion, Stefania’s guitar finds its impact in the uncomplicated nature of its sound. Ovo’s vocals, however, supplied by Pendretti, are the group’s most distinctive feature. The diminutive guitarist emits her lyrics in a grimy rasp, at times with an impressive vibrato, though “CoCo” proves her ability to perform suitably through her vocal chords’ clean channel setting as well. It’s the dirty stuff, though, that’s worth the price of admission; the brisk yelps of “Fobs Unite,” and the animal growl of “Mammut” typify Pendretti at her most aggressive, and, not coincidentally, her most arresting.
Their more brutal material may be their forte, but Ovo aren’t one-dimensional, and Miastenia is rife with momentum swings and mood shifts, as pummeling beats and shredded guitar give way to jaunty, even jazzy composition or what amount’s in Ovo’s oeuvre to balladry, while harmonica and piano add to the stripped down instrumentation. It’s not versatility on a grand scale, but one senses that Ovo could likely play their way out of a paper bag any number of ways (hell, the twenty-minute title track proves it), and that Miastenia, which simply punches its way out, is simply the most effective. ^Top

www.rockit.it
Bruno Dorella è un soggetto che da un punto di vista musicale mostra un carattere assolutamente schizofrenico. Tralasciando il fatto che la sua etichetta Bar la Muerte è un ritrovo di pazzi scatenati, i gruppi in cui suona sono molto diversi tra loro (basta pensare alla distanza che separa Ovo e Ronin) e gli stessi progetti, presi di per sé, appaiono in costante evoluzione, sempre aggiornati con nuovi collaboratori e/o stili e/o suoni. Gli Ovo, ad esempio, sono sempre stati un gruppo dalla line-up molto variabile. Attualmente sono solo in due: Bruno Dorella e la sua compagna Stefania Pedretti (già famosa per i suoi progetti Allun e Alos? ). Ritengo particolarmente azzeccata la scelta di intraprendere una direzione essenziale, sia perché gli ultimi lavori degli Ovo mi erano sembrati molto dispersivi (anche se devo fare il mea culpa per aver sottovalutato il precedente “Cicatrici”), sia perché sentirli dal vivo in un piccolo club (il Veronica a Parma) ha rinsaldato in me l’opinione che certe cose, quando sono semplici, sono più efficaci.
Se ne devono essere accorti anche in America, dove l’etichetta Load ha prodotto questo loro ultimo lavoro. Può darsi che molti si chiedano chi o cosa sia la Load. Per fare un esempio io la considero il corrispettivo della SST o della Sub Pop di metà anni 80, etichette che hanno fatto la storia del rock rumoroso e sotterraneo. Per un gruppo come gli OvO si tratta oggi del miglior palcoscenico possibile.
Le linee su cui si sviluppa questo “Miastenia” sono essenzialmente due. Da un lato abbiamo Bruno alle prese con una sorta di batteria (poco più di un timpano e un piatto) che suona con un aplomb in parte tribale, in parte esoterico e in parte metallaro, a volte tutti e tre assieme. Stefania si lascia andare ad un flusso di (in)coscienza molto inquietante, versatile nelle variazioni di tono, ma dai toni costantemente orientato verso la disperazione cieca. Tra i due, gli altri strumenti fanno la parte dei comprimari: a volte è uno strimpellio di chitarra, a volte un basso distorto, in “Rio Barbaira” fa capolino addirittura un’armonica. Niente di orecchiabile o “facile”, s’intende, anzi un costante tentativo di mettere alla prova la resistenza emotiva dell’ascoltatore, la cui apoteosi è rappresentata dall’ultimo brano, “Miastenia”, una jam di doom-metal a bassa fedeltà che si protrae per 20 minuti tra battiti monotoni, droni distorti, voci allucinate, rumori vari… Mettetevi alla prova. (02-06-2006)
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Dusted Magazine
di Adam Mc Gregor
The caustic grind of "Anime Morte" and "Coco" recall first-album Carcass, only played with a just-intoned baritone guitar and sung by a glottal stop-happy chanteuse, a la Yoko in her prime. Bruno's drumming is crisp and competent in a sub-sub-genre brimming with arrhythmiacs (intentional and otherwise). He can deliver a machinistic double-kick gallop as well as tease his skins and metals with brushes with equal aplomb, as in "VooDoo" where his steady bed of toms is garnished by Stephania's yammering vocal and cello. "Due Paia di Cuori" is bottom-heavy, grooving scuzz that in a perfect world could have been a Nirvana outtake. The harmonica is employed as a low-rent accordion (and thankfully, not as a frantic huff-and-puff noisemaker) in the weirdly soothing "Rio Barbaira,” wherein Stephania punctuates a playful stage-whisper of a melody with creaky-spring sounds and lazy notes that slide aimlessly from her guitar. As if to sum up everything we've learned thus far, the album's 20-plus minute closer "Miastenia" welds prolonged sludge torture to minimalist chamber music and environmental ambience for a final nudge into dis-ease.
In the tradition of bizarre exports from Italia like Futurism, Ennio Morricone soundtracks and casu marzu, such is Ovo: Weird, but never threatening - and with little teeth that are too sharp for them to ever be called "twee." Recommended to bearded noise punkers as well as Southern Lords and Fantomas-fanciers.
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Semtex Magazine
di Adam Mc Gregor
OvO is made out of two of the most active persons of the Milanese underground and it should be no surprise that in their five years of existence this duo has done a whole lot to inform the outside world of their existence. This latest and fourth album (next to numerous other collaborations) is without a doubt the most professional record they've so far produced.
It's interesting here to hear the band effectively combining the sound of the bunch of Load/Providence bands we've all come to love so much with a primitive European doom metal sound. Needless to say that this is pretty raw, with guitar riffs being droned out to the maximum and drums pummeling on and off beat. But at the same time this is all the more refreshing because of the experimentation with sound this band pulls off throughout the whole record. You know a band must at least be doing something good when, next to the addition of extra instruments, the singer/guitarplayer is able to use her dreadlock as a string instrument. This kind of amusing mix of styles, sounds and approaches framed in a solid production, sure is to entertain me as a listener throughout the whole album. Even the 20-minute long deathmarch "Miastenia" is another proof of the musical talent this band recently has developed.
Really nice album.
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Trust 121
Aus Italien kommt dieses äußerst feine und lecker auf dem Magen liegende Stück Musik, das als Hörspielalbum betrachtet mit Sicherheit nicht für sensible Gemüter geeignet wäre. Musikalisch ist hier eine Kreuz(ig)ung aus noise, Metal Doom mit einem Tick Jazz und einer Patton-artigen Zerfleddertheit zu hören. Das mag wohl aufs Konto von Bruno Dorella gehen. Fängt aber erst die begnadete Stefania Pedretti an zu zwitschern, klingt das wie Art Up, zerschreddert sie ihre Stimmbänder lugt Karin Crisis hervor und beim Kreischen erinnert sie plötzlich an Yasuko O. kurz vor Ende des Höllenritts geht es bei „Rio Barbaria“ beachtlich mit Mundharmonika zu, jedoch nur um von Stefania zu einem gruseligen Folk
zerhaucht zu werden.* Trust 121#06 – andre*
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Ramtatta
Hier mal Kost aus dem Stiefelland der Pizza/Pasta-Meister. Alles was ich so bisher aus Italien zu hören bekam, war in den meisten fällen auch gut und hatte etwas! Bei OVO habe ich ehrlich gesagt echte Probleme, obwohl ich den Industrie Brachial-Sound sehr schätze. Musikalisch könnte man sie jetzt ganz Locker mit GRANDMAL oder JUMBO JET vergleichen.
Industrieller Hardcore mit rauem Frauen-Gesang, der so ziemlich seine ego-Schiene fährt. Die Musik ballert hier und da mal ganz gut durch, aber mit der Sängerin komme ich nicht zurecht. Wer LOST WORLD kennt, sollte hier die Stimme nehmen und den Gesang verschleppen und in die länge ziehen. Irgendwie kommt es mir so vor als hätte man noch Effeckte reingemischt und das macht die Sache nicht so interessant. OVO waren mir bis heute unbekannt. Nach meiner recherche stieß ich aber doch auf duzende Artikel, in denen über sie berichtet wurde. Die Stücke kommen nicht im ganzen an und passen sich auch nirgendwo an. Sie werden sehr wahrscheinlich auch mit Absicht als Session hingestellt, so daß mann nicht erraten kann, was jetzt gleich kommt. Das hat was und macht die Sache sehr Spannend! Mann kann aber auch Gewisse Grundlagen entdecken, aber für meinen Teil hat die Stimme verloren, obwohl sie von der Presse sehr hoch angesehen wird. Das ganze kommt im Silber-Druck ohne Inlay und beinhaltet 8 Stücke und ist bei LOAD Records zu ergattern. Erhältlich bei CARGO Records *ramtatta - the king - 28.oktober 06*
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Metalspheres
Heilige Hölle, was ist denn das? ....ich versuche den geneigten Leser zumindest ansatzweise darauf vorzubereiten, mit was OvO seine/ihre Ohren und Musikvorstellungen auf den Kopf stellen wird. Track 1 lockt die geneigten Hörer noch mit, na ja halbwegs konventionellen Noise-Klängen: man stelle sich Exit 13 vor, mit einem unglaublich schrägen weiblichen Knarzorgan darüber. Auch "Fobs Unite" liefert 40 Sekunden Schrammel-Noise dieser Kategorie. So. Auf "CoCo" beschränkt sich Sängerin Stefania dann aber plötzlich auf eine mantramäßige Gesangslinie und eine vollkommen spartanische Hintergrundbeschallung. "Mammut" lebt wiederum von dem zutiefst abwechslungsreichen (und zutiefst gewöhnungs-bedürftigen) Wimmer-Krächz-weiß-der-Teufel-was Gesang von Stefania und einem einzigen, ständig heruntergeschrammelten Akkord. Mit diesem Hörgenuss betrete ich jedenfalls vollkommenes Rezensions-Neuland, daher mögen mir eingefleischte Avantgarde-/Noise- Kenner verzeihen, wenn ich einen Vergleich ziehe, zu dem ersten Fan-finanzierten Output der Einstürzenden Neubauten. OvO errichten ihre Klanggebäude aber (fast) nicht aus Elektro-Elementen, sondern verwenden Violoncello, Piano, Cello und Harmonika, die Gitarre ist mal punkig verzerrt, mal Clean und fehlt oft völlig. Bei all den vielen Instrumenten könnte man jetzt ein wirr jazziges Klang-Inferno voller Hektik erwarten, aber das Gegenteil ist der Fall. OvO setzen auf Minimalismus, widmen sich jedem Instrument mit quälender Intensität und haben anstelle von Songstrukturen oft ein einziges Hauptthema, das sich nur durch Nuancen in Gesang und Instrumentierung steigert, zu unglaublich schrägen Soundgebilden. Als "methodische Destrukturierung" haben OvO ihre Herangehensweise bezeichnet. Eine treffendere Umschreibung würde mir auch nicht einfallen. "Gut" oder "Schlecht" sind keine Kategorien, die hier Anwendung finden könnten. Der klassische Metaller und sogar ein Grossteil aus dem aufgeschlossenen Hartwurst-Flügel wird "Miastenia" spätestens bei Nummern wie "CoCo" oder "VooDoo" mitsamt dem CD-Player gegen die Wand schmeißen. Nein, hier sind gelangweilte Ohren gefragt, die sich nach neuen Erfahrungen sehnen. */Aber wer sich auf OvO einlässt, wird mit einem unglaublich exotischen Hörgenuss belohnt, der nachhält, wenn man ihn erst mal verdaut hat./*Ich will aber nicht verschweigen, dass Sängerin Stefania so gewöhnungsbedürftig ist, wie
schwedischer Stinkefisch. Mal heiser zerbrechlich in höchsten Tonlagen gehaucht, mal ein EvilDead-mäßiges Hexengekrächze, immer um die eigentliche Melodielinie herumzitternd (wenn es eine solche überhaupt gibt) und alle Konventionen der Gesangskunst über den Haufen werfend. Methodische Destrukturierung eben. */Auch nicht verschweigen will ich aber, dass das ganze einen echten Suchtfaktor entwickeln kann. Es hilft also alles nichts. Selbst eine Meinung bilden ist angesagt!
/**metalspheres- alf - 49. woche*
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Daredevil 48
Milan, the metropolis of fashion, but is it also the metropolis of music? Well, in the case of Ovo I was a bit skeptical, cause after the first listen I was confused and scared... odd noises, rough hysterical female vocals, weird drumming, sounds everywhere. So I’ve put this CD aside for a while. Today I felt like listening to "Miastenia", I don?t know why...I just felt like it! "Miastenia" is a mix out of different styles of music, together it sounds pretty ambient and avantgarde...sometimes like the newer stuff of Einstürzende Neubauten. After a while I got used to Stefania’s vocals which sound like a mixture of Emilia Torrini, Björk and Damo Suzuki....curious way to sing, sometimes Stefania crawls, she pants, she drones...it really takes getting used to it. */At the end I must say that this is an interesting album/*, but it’s definitely not an album you can listen to every day. You have to be in the mood to listen to this duo from Milan...strange stuff for a strange mood.*ralf burkhard-daredevil-48th. Week*
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