Un quarto d'ora prima del concerto stavamo morendo tutti soffocati perché un idiota ha buttato una cicca in mezzo a della carta. Per fortuna i ragazzi dell'ex mercato erano pronti con l'estintore. A parte questo iniziato il concerto Stefania Perdetti delle Allun e Bruno Dorella dei Ronin e capoccia dell'etichetta Bar La Muerte, avevano tutta la nostra attenzione. Due creature venute via dal buio per urlarci il dolore della vita.
Una diavolessa che suona il violino con una ciocca di capelli e un frate francescano con la maschera da wrestriling che batte il ritmo del salto. Mi trasportano in una tribù amazzonica dove tutti danzano e saltano e festeggiano il fuoco. Gli occhi del pubblico sono tutti là a guardare dritti.
E quando Bruno il frate va a suonare dietro l'altro angolo della stanza il pubblico calorosissimo sembra infilarsi nel concerto. Mi piacerebbe che suonassero in un teatro una volta perché sarebbe quello il posto giusto per loro.
Se credete in loro comprate il loro ultimo cd “Cicatrici”, ma il miglior modo per amarli è vederli in concerto. Quanto meno non vi perderete le loro mutande con il disegno o le cartoline artistiche di Stefania.
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