catalogue

 

mp3

 

links

 

news

RONIN


Intervista su SONORIKA

Intervista a Bruno Dorella - RONIN

       
Dopo aver conosciuito e aver piacevolmente chiacchierato con Bruno Dorella, ho pensato di incontrarlo di nuovo per gli amici di Sonorika.com...
 

main

LIVE
MP3

< back to this band "PRESS" index



Vito :: La sera del vostro concerto a Castelguidone, a proposito di "Bar la Muerte", mi dicesti:"Sono io". Vuoi raccontarci qualcosa sulla tua etichetta?

Bruno ::
E' nata nel 1998, dopo la mia uscita dai Wolfango. Avevo messo via un po' di soldi, avevo molte idee e poca voglia di bussare alle porte. Volevo partire subito, ricominciare, continuare la vita on the road. Non pensavo sarebbestato così difficile far funzionare un'etichetta. Mi costa tuttora molti soldi e molta fatica. Ma piano piano Bar La Muerte si sta conquistando un posto nel cuore degli ascoltatori più temerari ed eclettici. In 5 anni ho pubblicato 27 dischi, ho girato il mondo in tour, raccolto pochi soldi ma molta gloria. Ho lanciato Allun, A034, Bugo, R.U.N.I., Larsen, Mr Bread, Daniele Brusaschetto, Lava, OvO, Jacopo Andreini, Christian Rainer, Ronin, Pin Pin Sugar, Motorama, Claudio Rocchetti, sto per lanciare gli Inferno, ed ho aiutato una marea di altri gruppi. Ho contribuito a creare una scena italiana piccola ma vitale. Sono orgoglioso di quello che ho fatto.

Vito :: Parliamo delle origini del tuo progetto musicale. Come è cominciato? Come si è formata la band?

Bruno ::
I Ronin? L'idea è nata nel '97, cominciai a scrivere questi brani lenti e malinconici, ma allora suonavo tanto coi Wolfango e, da rokkettaro che ero,non conoscevo musicisti adatti a queste cose. Quindi le canzoni sono rimaste nel cassetto finchè, crescendo, ho cominciato a conoscere musicisti di altra estrazione, o altri rokkettari che si stavano aprendo a musiche diverse. Sono stato anche fortunato perchè ho trovato e continuo a trovare musicisti eccezionali che accettano di aiutarmi in questo progetto.

Vito :: Vivendo l'esperienza del vostro concerto ho avuto la personale sensazione che la musica volesse colmare distanze su rotte ancora non battute; ladistanza fra l'Est balcanico e il West del centroamerica, fra un film diSergio Leone e uno di Emir Kusturica, fra visione e ascolto, fra la tradizione e la ricerca, fra l'introspezione e la danza, fra chi sta sul palco e chi sotto. Sbaglierei se dicessi che è "viaggio" uno dei concetti guida per la vostra esperienza di gruppo?

Bruno ::
Viaggio è un concetto fondamentale per tutta la mia vita, quindi anche per i Ronin. E certamente citando il West ed i Balcani, con tutto quello che c'è in mezzo, soprattutto il Mediterraneo, hai colto gran parte del viaggio che riguarda i Ronin. Spero di ampliare presto questo viaggio ad altre mete, anche più esotiche. Anche il tuo riferimento alle immagini è azzeccato, perché la nostra intenzione è proprio quella di scrivere colonne sonore. Immaginarie, a volte. A volte invece vere (a marzo lavoreremo alla colonna sonora di un film, per ora taccio di cosa si tratta per scaramanzia). A volte invece le canzoni partono da una colonna sonora immaginaria per diventare vera, com'è successo al nostro primo EP., che è diventato la colonna sonora del film "Rocca Petrosa" di Cosimo Terlizzi.

Vito :: C'è un motivo preciso dietro la scelta di eseguire principalmente brani strumentali? Qual è il ruolo della parola nella tua musica (in particolare mi riferisco ai brani che richiamano De Andrè e Joan Baez)?

Bruno ::
Ho un rapporto molto conflittuale con le voci, i cantanti, i testi. Mi sento di poter controllare la musica di un gruppo, ma non l'interpretazione vocale. Un/a cantante deve essere veramente eccezionale per piacermi, e anche così credo che sarei veramente troppo esigente. E poi, essendo i Ronin un gruppo per colonne sonore, non hanno bisogno della voce se non in momenti particolari. In quei momenti preferisco chiamare chi mi pare, chiedere una collaborazione. I testi sono anche molto importanti, ma per me lo sono solo se uniti ad una grande melodia. E' il caso ad esempio dei brani Un Giudice di De Andrè e Here's To You di Morricone, cantata da Joan Baez per la colonna sonora di Sacco e Vanzetti . Sono grandi canzoni, con grandi cantanti, un testo meraviglioso con un significato pregnante, e sono così famose che è bello che il pubblico le riconosca così, nella nudità dellal oro reinterpretazione strumentale. Chi le conosce non ha bisogno di risentire il testo. Il messaggio gli arriva diretto, per il semplice fatto che le suoniamo.

Vito :: Abbiamo accennato a due autori cari agli anarchici. Quanto le tue idee politiche e sociali influenzano la tua produzione artistica? E in che modo, ammesso che lo siano, vengono trasmesse?

Bruno ::
Quanto esse influenzino la mia musica non lo so, probabilmente le mie idee politiche e quelle musicali nascono semplicemente dalla mia forma mentis, quindi avranno una relazione che però mi riesce difficile cogliere. La mie idee politiche però influiscono molto sulla mia vita musicale, ad esempio per il fatto che privilegio i concerti negli squats, nei posti occupati di matrice anarchica e in posti affini. Io non sono strettamente anarchico, al contrario di quello che pensano in molti. Sono un libero pensatore, e gli anarchici mi sono simpatici perché sono sempre l'ultima ruota del carro, i più sfigati, ma gli unici che riescono a pensare autonommente, senza il bisogno di aggregarsi a qualcuno. Penso che il mio messaggio politico venga trasmesso dalla vita che conduco. Ed anche in parte dalla musica degli OvO,una delle cose più estreme che ci siano in circolazione. Non ho paura di spingermi oltre con gli OvO, non ho limiti e voglio portarli più in là, abituare il pubblico all'estremo.

Vito :: Tu stesso definisci la tua musica anche come "colonne sonore per filmimmaginari". Forse ti sembrerà una domanda un po' scontata ma esiste nella realtà (oltre che nella fantasia) un film o un regista per il quale comporresti ora una soundtrack?

Bruno ::
Scrivere una colonna sonora da zero, lavorando con lo sceneggiatore, il regista, il montatore, è, come ti dicevo, il mio sogno, e forse l'anno prossimo potrebbe realizzarsi. Lo farei per qualunque film, a patto ovviamente che la storia ed il regista mi piacciano. Anzi, invito i registi a farsi avanti, i Ronin aspettano voi!

Vito :: Ciao Bruno. Aspettiamo il vostro prossimo lavoro.

Bruno ::
Ciao, e grazie a tutti i ragazzi di Castelguidone!



leggi la recensione del disco dei Ronin


< back to this band "PRESS" index

 

 

home * bands * catalogue * live * mp3 * contacts * links * news
bar la muerte dot com © 2004 tutti i diritti riservati / all rights reserved